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Consip, legale Renzi dopo l’interrogatorio: “E’ un caso di abuso di cognome”

3 Marzo 2017 - 20:02 · Redazione Cronache della Campania

Roma. Si è concluso da poco, dopo oltre tre ore, l’interrogatorio di Tiziano Renzi davanti agli inquirenti delle Procure di Roma e di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti della Consip, che era iniziato nel primo pomeriggio negli uffici di piazzale Clodio. Renzi senior, accusato di traffico di influenze illecite, ha risposto a tutte le domande. Il suo difensore, l’avvocato Federico Bagattini, ha spiegato che si tratta di “un caso di abuso di cognome”, cioè “qualcuno ha usato a sproposito la conoscenza con il mio assistito”.

Invece Matteo Renzi, l’ex premier nel corso di un’intervista a Otto e mezzo, a proposito dell’indagine che coinvolge il padre ha detto: “Se c’è un parente di un politico indagato in passato si pensava a trovare le soluzioni per scantonare il problema ed evitare i processi. Io sono fatto in un altro modo: per me i cittadini sono tutti uguali. Anzi. Se mio padre secondo i magistrati ha commesso qualcosa mi auguro che si faccia il processo in tempi rapidi. E se è davvero colpevole deve essere condannato di più degli altri per dare un segnale, con una pena doppia”. 

Mentre a Roma gli inquirenti ascoltavano Tiziano Renzi, presso il comando provinciale dei carabinieri di Firenze, i pm Mario Palazzi e di Napoli John Woodcock dopo l’interrogatorio di Carlo Russo, l’imprenditore amico di Tiziano Renzi indagato nell’inchiesta Consip che oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere, stanno ascoltando altri testimoni. Secondo quanto appreso i due pm starebbero ascoltando una o più persone come testimoni da quasi due ore. Russo, indagato come Renzi per traffico di influenze, era giunto nel primo pomeriggio nella caserma di Ognissanti, col suo pool di avvocati, a bordo di un minivan taxi. Ma ne è uscito presto dopo aver deciso di non rispondere alle domande.