“La Panda andrà altrove, ma non ora, intorno al 2019-2020. Lo stabilimento di Pomigliano ha la capacità di fare altre auto”. Lo ha annunciato l’amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, che al Salone dell’Auto di Ginevra ha promosso l’accordo con cui Psa ha acquistato la tedesca Opel. “È un passo nella giusta direzione, capisco le ragioni che hanno portato a unire i due business. È un impegno a lungo termine per trovare benefici per entrambe. Un buon pacchetto, un buon accordo, anche se difficile da mettere insieme”.     Il manager, che ha escluso la vendita di qualche brand del Gruppo Fca, non chiude la porta a Gm, anche se “non si è mai aperta”. “Potrei bussare di nuovo o bussare ad altre porte. Se utile per il business lo farei”, ha aggiunto Marchionne, precisando però che una fusione con Gm ora “è meno desiderabile”. Quanto alla Joint venture con Psa, l’ad Fca ha annunciato “una call entro settembre per riprenderci tutto”.

“Basta con gli annunci, Marchionne dica ora quali sono le auto più complesse da produrre a Pomigliano”. É quanto afferma Francesco Percuoco, responsabile settore auto della Fiom di Napoli, in una nota condivisa anche dalla Cgil provinciale, in merito all’annuncio del Ceo Fca, Sergio Marchionne, della volontà di spostare la produzione della Panda dallo stabilimento di Pomigliano d’Arco”Troviamo quanto meno singolare – continua la nota – che un amministratore delegato dichiari di assegnare allo stabilimento di Pomigliano nuovi modelli per il 2019/2020, cioè quando il suo mandato sarà scaduto. Dalle dichiarazioni di Marchionne se, da un lato, viene dato per certo che la Panda non sarà più prodotta a Pomigliano, dall’altro tace sui modelli più complessi che dovrebbero essere prodotti nel medesimo sito. I lavoratori dello stabilimento dopo anni di impegno e sacrifici hanno il diritto di conoscere il proprio futuro, senza falsi proclami, poiché già troppe volte alle dichiarazioni non sono seguiti i fatti”. La Fiom e la Cgil, infine, auspicano un intervento delle istituzioni nazionali e locali ”per chiedere conto a FCA delle dichiarazioni di Marchionne – conclude la nota – evitando di farsi prendere da facili entusiasmi come successo fino ad ora”.

Contenuti Sponsorizzati