Sono ben dodici i pentiti di camorra napoletani che hanno ricostruito l’affare pulizie all’ospedale Cardarelli di napoli ( ma anche negli altri nosocomi napoletani), quello per il quale Alfredo Romeo, l’imprenditore in carcere per la presunta corruzione di un dirigente della Consip, è iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di associazione camorristica. In primo luogo i due frtaelli Mario e Carlo Lo Russo dalle cui rivelazioni è partita l’indagine che coinvolge Romeo e che aveva portato nel giugno scorso all’arresto di 12 persone tra cui alcuni manager ospedalieri. L’inchiesta aveva scoperchiato il giro di collusioni negli ospedali con la ditta Kuadra completamente controllata dai Lo Russo e che gestiva gli appalti di pulizie al Cardarelli, al Santobono e all’Eav. Ora quell’inchiesta è andata avanti e si è arricchita di altre dichiarazioni da parte degli stessi fratelli Lo Russo ma anche di altri pentiti tra cui, Antonio Lo Russo, ultimo della famiglia in ordine di tempo a passare dalla parte dello stato. Ora gli inquirenti stannoi cercando altri riscontri passando al setaccio tutte le gare bandite e affidate negli ultimi mesi al Cardarelli, al Santobono, al Pascale, al Monaldi e al Policlinico. Dal racconto dei pentiti esisteva un vero e proprio patto tra i vari clan della camorra napoletano nel dividersi il controllo dgeli appalti nei vari ospedali a seconda del quartiere di appartenenza e del clan che controllava la zona. In tutto questo sistema di corruzione sarebbe inserito il manager napoletano Alfredo Romeo, il quale secondo i suoi avvocati sarebbe invece vittima e non complice. L’inchiesta continua.

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