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Processo carburanti: per Cosentino 7 anni e 6 mesi di carcere, condannati pure i fratelli

15 Marzo 2017 - 18:48 · Redazione Cronache della Campania

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere  ha condannato in primo grado, nell’ambito del cosiddetto processo ‘Carburanti’, l’ex sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino. Per lui la pena è di 7 anni e 6 mesi di carcere per estorsione e illecita concorrenza con l’aggravante mafiosa. Condannati anche i fratelli di Cosentino, Giovanni e Antonio, a 9 anni e 6 mesi e 5 anni e 4 mesi. Il processo rigurdava l’azienda di carburanti di famiglia, la Aversana Petroli.

Soddisfazione tra i magistrati della Dda di Napoli Alessandro D’Alessio e Fabrizio Vanorio, presenti nell’aula del tribunale di Santa Maria Capua Veter, dopo la lettura del dispositivo da parte della presidente della corte Roberta Carotenuto (giudici a latere Luana Romano e Fabio Provvisier), che ha condannato i fratelli Cosentino al termine del processo cosiddetto ‘Carburanti’. I magistrati hanno disposto con sentenza anche la confisca delle quote e dei beni della società della famiglia Cosentino Aversana Petroli, già sottoposta a sequestro, e oggetto principale del processo. Durante la requisitoria il sostituto antimafia D’Alessio aveva detto che “i Cosentino vanno messi in ginocchio e va confiscata la loro società”. Grande delusione invece per l’ex sottosegretario Nicola Cosentino, presente in aula con i due figli, e per i fratelli Antonio e Giovanni, anch’essi in udienza con altri parenti e amici. L’unico a parlare è stato l’avvocato dell’ex politico, Agostino De Caro. “Sono sgomento per questa sentenza – ha detto – a mio avviso i fatti contestati non sussistevano. Ora leggeremo le motivazioni e vedremo”. Per Cosentino, tuttora agli arresti domiciliari, si tratta della terza condanna dopo quella a nove anni per concorso esterno in associazione camorristica del novembre 2016, sempre al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, al termine del processo Eco4, e quella a quattro anni inflittagli nel giugno dello scorso anno dal Tribunale di Napoli Nord per la corruzione di un agente del carcere di Secondigliano ; in tale ultimo procedimento è stata condannata anche la moglie e il fratello di quest’ultima.