Camorra a Marano: “Se non ci dai 50mila euro, tu e la tua famiglia potete andare a lavorare in Brasile”

Trentamila euro di tangente all’anno, da consegnare in tre tranche da 10mila, cifra a cui la vittima avrebbe dovuto aggiungere altre 5mila euro come regalo per le festivita’ natalizie. Anzi, “tu ci devi portare altre ventimila euro, altri ventimila. Perche’ fino ad adesso sei stato bravo e ora no?”. Erano queste le minacce e le cifre che erano costretti a pagare gli imprenditori che volevano lavorare nella zona di Marano, in provincia di Napoli, per la Procura era sotto il controllo del clan Orlando e in particolare di Antonio, detto ‘Mazzolino’, latitante dall’8 ottobre 2013, quando si e’ sottratto a un arresto per associazione a delinquere di stampo mafioso. Nelle circa mille pagine della misura cautelare firmata dal gip partenopeo Francesca Ferri, il drammatico racconto delle minacce subite dagli imprenditori che non volevano o non potevano, per questioni economiche, piegarsi alle richieste del clan. Il 25 maggio 2015, per esempio, una intercettazione telefonica captata dai carabinieri mette in luce la spietatezza di alcuni degli affiliati nel pretendere i soldi delle estorsioni. A una vittima chiesero 50mila euro di tangente, lui provo’ a rifiutare, e uno degli affiliati di spicco, considerato al vertice della cosca, Angelo Orlando non ci penso’ su due volte a dire “Noi non abbiamo paura, buttiamo a terra la gente e la uccidiamo”. “Vengo a nome degli amici di Marano e se non ci date quanto abbiamo chiesto voi e la vostra famiglia andate a lavorare in Brasile”, un’altra minaccia. “Un gruppo familiare che prima gestiva l’hashish e il racket con l’imposizione di buste di plastica ad ogni commerciante di Marano e poi ha assunto autonomia”: spiega cosi’ la genesi della cosca il collaboratore di giustizia Roberto Perrone, in un verbale diatato maggio 2014. Ed e’ a luglio 2015 che la cosca, dopo gli arresti e le condanne dei boss Polverino e Nuvoletta, diventa egemone per ogni attivita’ illecita. E’ Angelo Orlando a dirlo ad un affiliato di punta, Gennaro Sarappo, il 28 luglio 2015: “Stiamo un formando un gruppo, noi vecchi sempre e altri ancora”.