Ci sono due sospettati quali autori materiali del macabro omicidio di Michele Tornatore il detenuto in semilibertà di Montoro trovato carbonizzato in una discarica nel comune di Contrada il 7 aprile scorso.  Gli inquirenti avellinesi, coordinati dalla Dda di Napoli, stanno concentrando le attenzioni su alcuni personaggi legati alla criminalità organizzata della provincia di Napoli. Dopo aver assicurato alla giustizia Francesco Vietri, titolare del capannone dove presumibilmente Tornatore ha trascorso gli ultimi momenti della sua vita e dove probabilmente la sua auto ha sostato, ora contano di mettere le mani sugli esecutori materiali. Il detenuto ucciso potrebbe essere stato attirato in trappola proprio da Vietri (difeso dall’avvocato Pasqualino Del Guercio). Lo avrebbe potuto accompagnare nella zona poco frequentata di Contrada chi ha ucciso Tornatore con un colpo alla nuca. Secondo una prima ricostruzione l’uomo è poi stato caricato nella sua stessa auto, nel bagagliaio e quindi trasportato a Contrada in una discariCa. A questo punto alla vettura è stato appiccato il fuoco. Venerdì della scorsa settimana, gli addetti al servizio di nettezza urbana del comune di Contrada hanno ritrovato l’auto incendiata. Dal martedì al venerdì erano state invece infruttuose le ricerche dell’uomo che, ammesso al lavoro esterno, la sera del 4 aprile non era rientrato nel carcere di Avellino e quella stessa mattina, uscito dall’istituto penitenziario, non si era presentato sul posto di lavoro. Per gli inquirenti la brutalità dell’omicidio è da spiegare solo in un grosso sgarro: probabilmente un debito non pagato.Intanto i familiari  di Tornatore che hanno contribuito con il loro Dna a definire l’identità dell’uomo trovato carbonizzato nella discarica di Contrada, attendono che si concluda l’esame autoptico per poter fare i funerali del loro congiunto.

Redazione Cronache della Campania