Era accusata di aver portato i pizzini del padre (il boss Luigi Papale) detenuto al 41 bis dal carcere all’esterno agli affiliati dal clan. Ma per  Eleonora Papale, è arrivata una inaspettata assoluzione da parte del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli, Bruno d’Uso. Oltre a trasmettere i messaggi agli affiliati anche da parte dello zio Alfio (morto nel carcere di Novara dove era detenuto nell’ottobre scorso) la giovane figlia del boss, secondo l’accusa , aveva anche il compito di pagare” le mesate” agli affiliati e ai familiari dei detenuti. Accuse tutte cadute nel corso del processo tanto che è arrivata l’assoluzione. hanno retto invece le accuse nei confronti di Ciro Boschetto e Longino Donadio, entrambi accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso e che sono stati condannati a 6 anni di carcere ciascuno. In particolare Ciro Boschetto avrebbe avuto il compito di detenere e occultare le armi, gestire le piazze di spaccio di Ercolano provvedendo ad imporre ai pusher l’acquisto della droga e di trasmettere agli affiliati liberi le direttive dei capi. Longino Donadio avrebbe invece partecipato al tentativo di ricostruzione del clan messo in piedi da Luigi Papale al- l’indomani della sua scarcerazione nel 2013.

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Redazione Cronache della Campania