Ercolano, il pentito: ” I Birra mi diedero 5 mila euro per uccidere Ciro Farace”

Cinquemila euro per un omicidio. È  questa la cifra pagata dai boss Giovanni e Antonio Birra a Ciro Savino, oggi pentito, per uccidere Ciro Farace, elemento di spicco del clan Ascione-Papale. Il collaboratore di giustizia sta scontando una pena di dodici anni di reclusione. Ieri, in udienza, Savino, è stato sottoposto all’esame e contro esame nel processo con il rito ordinario in ci sono soltanto Felice Saccone (libero) e Gerardo Sannino (pentito). Gli altri responsabili del delitto, avendo scelto il rito abbreviato, sono stati già con- dannati. Su sollecitazione del pm , Come riporta Il Roma, il pentito ha raccontato:  “Subito dopo l’omicidio, in via Benedetto Cozzolino, che commettemmo il 17 gennaio del 2001, mi separai da Sannino. Poi dopo, quest’ultimo, accompagnato da Saccone, mi raggiunse nella ferramenta di M.V., che si trovava nella stessa strada e mi consegnò i cinquemila euro”. Ma subito dopo l’omicidio qualcosa andò storto perchè con l’arrivo delle forze dell’ordine ci furono momenti di panico. E quindi il programma di fuga cambiò d’improvviso. Così Saccone portò via Sannino e lo condusse in via Pace nella roccaforte dei Birra, mentre Savino fu recuperato da Salvatore Di Dato alias ’o pesiello (ex titolare di una impresa di alluminio, già condannato per questo procedimento). Tuttavia, Di Dato si occupò di eliminare le prove: armi e motorino che furono incendiati. In origine il programma di recupero era localizzato nelle adiacenze di un ristorante  nella zona alta di Ercolano.
Dopo alcuni giorni sia Sannino che Savino si rifugiarono a Pescara. In un primo momento in una villa di alcuni zingari che avevano rapporti con la camorra. Poi da
un certo R.D.D. sempre nel capoluogo abruzzese. Infine in Toscana nel Comune di Poggibonsi da un costruttore edile (amico del Savino).
Poi nel 2010 Savino deciso di pentirsi perché il figlio fu oggetto di un attentato da parte del nipote del braccio destro di Raffaele Ascione, Luigi Nocerino.