Ercolano: sentenza beffa per affondamento del “Giovanni Padre”
Arriva la sentenza del processo nato per fare luce sulla dinamica dell’ incidente che portò all’inabissamento del peschereccio “Giovanni Padre” e alla morte di Vincenzo e Alfonso Guida.Dopo tante ore di camera di consiglio si giunge ad una sentenza lieve che si distacca di molto dalle sentenze del Pubblico Ministero.
Sentenze. È stato condannato a due anni e sei mesi con pena sospesa Mirko Serinelli, terzo ufficiale di Brindisi assistito dall’avvocato Gabriele De Juliis. Per lui erano stati chiesti sei anni e sei mesi.
La corte non ha accolto, come chiesto dal pm, l’assoluzione per Maurizio Santoro, 47enne di Genova e ha condannato l’uomo ad un anno e dieci mesi, sempre con sospensione della pena.
Due anni invece per Vincenzo Birra, il giovane proprietario ed unico sopravvissuto del peschereccio “Giovanni Padre”.
In questo iter non compare il nome del comandate del cargo Jolly Grigio, Aniello Pugliese, che ha scelto il rito abbreviato ed è stato assolto dai reati a lui ascritti da diverso tempo.
Un processo non facile, sul banco dei testimoni in questi lunghi anni si sono susseguiti tanti testi che sono stati ascoltati dalla IV Sezione Penale del foro napoletano. Tutto per far luce sugli ultimi istanti di vita Vincenzo e Alfonso Guida, padre e figlio, di Ercolano, i cui corpi si trovano ancora in fondo al mare, intrappolati nel relitto del piccolo peschereccio ad una profondità di oltre 499 metri. Corpi che la famiglia reclama.
