Impegno, Pd: “Alleanza con DeMa è una follia”
Usa parole forti Leonardo Impegno per definire l’accordo che la settimana scorsa ha portato il Pd ad essere, di fatto, alleato del sindaco De Magistris in seno al consesso della Città Metropolitana di Napoli. Per il deputato dem (lo stesso al quale, nel fuorionda registrato all’insaputa dei protagonisti, Vincenzo De Luca parlava con toni veementi proprio della vicenda e, più in generale, della non opposizione esercitata dal partito nei confronti del sindaco) “l’alleanza del Pd con de Magistris alla Città metropolitana è una follia, un suicidio collettivo non condiviso, che alimenta il circolo vizioso in cui è piombato il partito a Napoli“. Un’alleanza sulla quale Impegno auspica l’intervento di Orfini affinché venga spezzato. In una intervista pubblicata oggi su Il Mattino, Impegno osserva: “Al Lingotto, all’indomani della vicenda Salvini e degli scontri di Fuorigrotta, sia Renzi che Minniti dissero: ‘Mai alleanze con chi non rispetta i principi democratici e le libertà di opinioni altrui’. Poi arrivo a Napoli e un certo lossa dice che è giusto per il bene delle aree della provincia siglare un’intesa con de Magistris. Io sostengo convintamente Renzi ma tutto ciò è il contrario del lanciafiamme”. Al giornalista che gli chiede un giudizio sul ruolo svolto da Mario Casillo e Raffaele Topo (capogruppo in Consiglio regionale e presidente della Commissione Sanità, entrambi esponenti di punta dei dem) rispetto all’accordo per la Città Metropolitana, Impegno dice di non sapere “quando e chi abbia deciso di dare vita a una maggioranza con de Magistris alla Città metropolitana” e osserva: “La segreteria regionale non si è mai riunita, idem la direzione provinciale, e non mi risulta che questa scelta così delicata sia stata assunta in stanze chiuse. L’unica riunione che si è tenuta è stata con De Luca, il quale ha giustamente ribadito la necessità di avere corretti rapporti istituzionali ma di non far parte di alcuna maggioranza con un sindaco che governa male Napoli“. E, sulla vicenda che lo ha visto involontario protagonista del fuorionda proprio con il governatore, commenta: “Il confine tra fuorionda e intercettazione illegale è molto labile, si trattava di una conversazione privata tra due amici con ruoli istituzionali. E comunque De Luca ha solo detto che il capoluogo partenopeo è amministrato male e che si coprono le inefficienze con slogan pararivoluzionari. Un ragionamento che condivido. Che fine ha fatto il reddito di cittadinanza? De Magistris sta illudendo migliaia di giovani. Se si alzano al massimo le tasse, se si tagliano i servizi sociali e si aumentano i biglietti del bus non si sta dalla parte dei deboli”. E rispetto alle modalità espressive del presidente della Regione, Impegno non ha dubbi: “De Luca non va giudicato per alcune frasi esuberanti, ma per i risultati che ottiene, così come de Magistris va valutato non per le esternazioni rivoluzionarie ma per i fallimenti che sta accumulando”.
