Calci pugni e schiaffi, a riceverli nel centro storico di Avellino è De Luca, l’amministratore delegato della clinica cardiologica Montevergine di Mercogliano. 65enne medico, originario di Benevento dal 2011 a capo della clinica privata è stato aggredito sotto casa mentre tornava, con il cane al guinzaglio, da una riunione con amici. Era mezzanotte quando il medico è stato prima minacciato e poi picchiato, gettandolo a terra. Un occhio tumefatto, una costola dolorante, escoriazioni al capo. È stato salvato da una coppia di ristoratori che aveva appena chiuso il proprio locale. I due, che erano in macchina, hanno visto l’uomo, aggredito dai malviventi, ed hanno cominciato a suonare il clacson e a lampeggiare con il tentativo di far allontanare gli aggressori. Hanno avvisato i carabinieri che, però, sono giunti sul posto quando i due già erano scappati. «Si trattava di professionisti», ha poi detto il medico che ha presentato con il suo legale Nello Pizza formale denuncia ai carabinieri. Ieri De Luca era già in clinica, a testimonianza della sua volontà di essere presente e non fuggire difronte a una minaccia. «Sono in azienda e continuerò a fare il mio lavoro», ha detto l’amministratore ai suoi nel corso di una riunione convocata dopo che si è fatto refertare (un mese di prognosi). Alla base dell’aggressione probabilmente anche la severità della gestione che l’azienda ha messo in atto da un paio d’anni a questa parte per organizzare il lavoro interno, tenere sotto controllo le spese e evitare che ci siano sprechi con disomogeneità amministrative. «Ho controllato il corretto utilizzo dei permessi per curare familiari ammalati e le assenze per malattia, sopratutto se brevissime», ha spiegato ai carabinieri. In sostanza i 4 milioni di utile fatti registrare quest’anno dalla clinica sono dovuti alla buona amministrazione di De Luca con meno sprechi ed organizzazione del lavoro rigida. Il racket delle estorsioni, la vendetta legata all’attività professionale del medico-manager sono le piste che battono i carabinieri. Oltre alle procedure per l’identificazione degli aggressori, si sta procedendo anche all’acquisizione di testimonianze all’interno della clinica per ricostruire i motivi dell’azione violenta. De Luca intanto ha rifiutato di essere scortato come il maresciallo dei carabinieri Maffei, della stazione di Mercogliano, gli aveva proposto.

Renato Pagano