Napoli, assolto il re del contrabbando amico dell’Alleanza di Secondigliano
Il re del contrabbando non è più il re del contrabbando. Così ha deciso la Corte d’appello di Napoli, che con la sentenza emessa ha letteralmente ribaltato il verdetto di primo grado. Michele Armento esponente di punta della storica famiglia di “mala” del rione Sanità, dopo i sette anni di reclusione precedentemente rimediati, ieri mattina ha incassato una clamorosa assoluzione.
Quella di Michele Armento è una figura di assoluto rilievo nel panorama della criminalità di Napoli e provincia. Michele Armento, come ricorda Il Roma, è infatti il fratello del più “noto” Ciro, ex ras di primo piano della vecchia Alleanza di Secondigliano, ma è anche legato da un’antica conoscenza a Salvatore Lo Russo, ex capoclan dei “Capitoni” di Miano e oggi collaboratore di giustizia. Per la Procura di Napoli il 68enne della Sanità sarebbe infatti stato uno dei capi promotori di un’organizzazione “a tre teste” operativa tra il 2000 e il 2005, e specializzata nel traffico e nella vendita di tabacchi lavorati esteri di contrabbando. Insieme a lui erano co- sì finiti nei guai anche i ras Luigi Grieco e Giovanni Tammaro, le altre due figure apicali del sistema. Armento, nell’ottobre del 2013, aveva anche incassato sette anni di reclusione al termine del giudizio di primo grado. Poi, ieri mattina, l’inatteso colpo di scena. Il 67enne, oggi assistito dall’avvocato Giovanni Abet, ha infatti ottenuto un’assoluzione che sotto molti aspetti ha del clamoroso. In sostanza, le conversazioni captate dagli investigatori avrebbero palesato più di qualche falla nel corso dell’iter dibattimentale. Il penalista Abet è dunque riuscito a indirizzare l’orientamento della Quarta sezione della Corte d’appello di Napoli verso un drastico ridimensionamento della pena da infliggere. Michele Armento, almeno per il momento, resta comunque ancora dietro le sbarre. L’ormai “ex” contrabbandiere sta infatti finendo di scontare un’altra condanna definitiva nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
