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Camorra: citava Bukowski e Flaiano il giovane Nappello ucciso oggi a Miano insieme con lo zio omonimo

27 Maggio 2017 - 22:30 · Redazione Cronache della Campania

“Avrei anche potuto accontentarmi, ma è così che si diventa infelici”, la citazione di Charles Bukowski che campeggia sulla pagina facebook ne faceva di lui un ragazzo colto. Non un delinquente qualunque citava anche Ennio Flaiano ma c’erano anche foto e post contro i pentiti come ” Meglio la zampa di un cane che la mano di un infame”. Era questo Carlo Nappello, il 23 enne assassinato oggi pomeriggio in via Vincenzo Valente a Miano insieme con lo zio omonimo di 43 anni. Era lui l’obiettivo di sicari che gli scaricato addosso l’intero caricatore della pistola. Erano in sella ad un Honda Sh di colore grigio quando sono stati sorpresi dai sicari arrivati di spalle, ma che probabilmente li stavano seguendo oppure sapevano dove erano diretti. Sono stati raggiunti da una pioggia di proiettili. Il motorino si è adagiato in discesa contro una Opel grigia parcheggiata e alcuni proiettili hanno sforacchiato la ruota anteriore sinistra e il finestrino lato guida. Carlo Nappello senior ha cercato la fuga ma è stato centrato dal sicario al centro della strada. I killer dopo la missione di morte si sono dileguati in direzione del rione san Gaetano. Non ci sono telecamere in zona e quindi il lavoro degli investigatori sarà più difficoltoso del solito visto che si scontra anche con l’omertà degli abitanti e dei familiari. La mamma presente con gli altri familiari ha gridato e giurato vendetta atroce nei confronti degli assassini. Gli investigatori si dirigono in una unica direzione quella dello scontro iniziato lo scorso anno con il gruppo degli Stabile-Ferrara. Si lavora sui nuovi equilibri criminali tra Miano, Mianella, la don Guanella , Piscinola, Marianella e Chiaiano. Lo scontro in atto ha sullo sfondo anche il gruppo Licciardi della Masseria Cardone che da tempo sta avanzando con suoi uomini all’interno di Miano, da sempre una delle piazze di spaccio più redditizie dei quartieri a Nord di Napoli. La contrapposizione tra i gruppi Stabile-Ferrara con il boss Ciro Stabile “Capellone” e Ciro Ferrara, genero del boss ucciso Gennaro Sirio, da una una parte, e i Nappello con i Tipaldi e  gli ultimi ex fedelissimi dei Lo Russo, dall’altra, è stata forte nei mesi scorsi con tre omicidi e una serie di agguati, attentati e stese. Negli ultimi tempi le famiglie malavitose sembravano aver trovato gli equilibri nella gestione e nel controllo degli affari illeciti con la divisione dei territori con Chiaiano- Piscniola e Marianella al primo gruppo e Miano-Mianella e la don Guanella sl secondo. Ma il fuoco covava sotto la cenere e l’arresto dei sei del gruppo legati al ras Valerio Nappello dell’altro giorno da parte della squadra mobile di napoli per un’estorsione compiuta a i danni di un imprenditore e il duplice omicidio di oggi ne è la testimonianza. Tra l’altro tra gli arrestati di ieri vi è anche Luigi Palma, cognato del ras Valerio Nappello che sta scontando una condanna agli arresti domiciliari dopo la clamorosa scarcerazione del maggio scorso avvenuta per un errore giudiziario. Con Nappello che era il braccio destro di Antonio Lo Russo, ultimo dei pentiti della famiglia dei “Capitoni” furono scarcerati anche Luciano Pompeo e Carlo Lo Russo detto “Lellè”. I tre erano imputati per il tentato omicidio di Giovanni Lista avvenuto nel marzo del 2014 per contrasti sentimentali all’interno stesso della cosca.