Camorra, Rosaria Pagano chiese aiuto a Mauriello per “arginare” le intemperanze del figlio. LE INTERCETTAZIONI
Un omicidio programmato ma che è stato realizzato non nel momento ritenuto adatto dai vertici dell’organizzazione. Spiega così nella sintesi finale il gip Piero Avallone del Tribunale per i minori di Napoli nelle 54 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che ha colpito ieri D:A:A. il 16enne rampollo del clan Amato Pagano accusato di essere l’esecutore materiale del duplice omicidio di Alessandro Lapertuta e di Achir Muhamed Nuvo detto Maometto avvenuto a Melito il 20 giugno dello scorso anno. Omicidio maturato come epurazione interna callo stesso clan e che il baby boss ha commesso con la complicità di Raffaele Mauriello e Carmine Della Gaggia oltre ad altri complici da identificare.
“Io personalmente gliel’ho detto….non è il momento…quando sarà te lo faccio fare io…ma adesso non è il momento!”. Commenta così qualche giorno dopo Ciro Mauriello, uno dei reggenti della cosca degli Amato-Pagano, con un altro uomo di vertice Giuseppe Cipressa detto “Peppaccio”. Il primo in carcere dal gennaio scorso arrestato nel corso di un’operazione congiunta di polizia e carabinieri nel corso della quale furono arrestati altri esponenti di vertice del clan. Il secondo invece sfuggito al blitz fu arrestato dopo due settimane ma subito rimesso in libertà perché Il Riesame annullò l’ordinanza di custodia cautelare a suo carico. Gli investigatori avevano messo sotto controllo i telefoni di molti esponenti del clan Amato-Pagano compreso i familiari.Ma il rampollo della famiglia Amato-Pagano è stato incastrato anche dallo stube effettuato nell’immediatezza dell’omicidio in cui rimase ferito. Gli esami aveva rilevato tracce di polvere da sparo su entrambe le mani con una presenza maggiore a sinistra compatibile, secondo i periti tecnici, con il fatto che D.A.A. essendo sinistro abbia potuto sparare appunto con la mano sinistra. Che il 16enne arrestato fosse l’erede designato ad assumere il comando della potente cosca lo si evince da alcune intercettazioni contenute nell’ordinanza di custodia cautelare. La sua personalità violenta emerge, ancora, dall’intercettazione datata 23 maggio 2016, un mese prima del duplice omicidio in cui Lello Mauriello dialoga con Claudio circa dei dissapori tra il baby boss e terze persone, per i quali sarebbe intervenuto tale Maurizio con arma da sparo.
Claudio: dietro all’MD .. inc ..
Lello: ieri … ha picchiato a quello.. è sceso Maurizio .. dal lotto G .. hanno messo la pistola in faccia ai bravi ragazzi: … inc .. il fratello di Moreno
Ma non è l’unico episodio di violenza che vede coinvolto il rampollo D.A.A. perche il pomeriggio del 14 marzo dello scorso anno a casa di Ciro Mauriello di presentano Rosaria Pagano e tale Lellopresumibilmente proprietario o gestore di un locale pubblico, ed un altro uomo. Si discute di un episodio verificatosi la notte precedente che ha visto coinvolto il baby boss, figlio di Rosaria. Episodio che sarebbe avvenuto nei pressi di un attività gestita proprio da Lello. Ci sarebbe stata una lite violenta tra il rampollo degli Amato-Pagano e una persona di colore che effettuava ·servizio di parcheggiatore ore abusivo all’esterno dell’attività di Lello. Si commenta il fatto che nel corso della lite Mohammed Nuvo avrebbe estratto una pistola dandola nelle mani del baby boss il quale a sua volta l’avrebbe utilizzata per colpire al capo il malcapitato uomo di colore che, vistosamente ferito, avrebbe
lasciato il posto.
Rosaria:questo notte si sono litigati
Ciro:si ho saputo
Rosaria: o dare lo pistola in mano a omissis
Ciro:chi ci ha dato la pistola in mono … chi gliel’ho dato lo pistola in mano …. ?
Rosaria:Mustafà come si chioma quello
Lello:Mohamed..inc …
Rosaria:ma si sono presi una questione così
Ciro: uno questione scema
Lello a quel punto palesa il timore che l’uomo si sarebbe potuto rivolgere alle forze di polizia rassicurando al contempo Ciro Mauriello del fatto che avrebbe fatto sparire le telecamere di sorveglianza installate presso la sua attività.
Ciro: vedi di trovare questo ragazzo … vedi cosa si è fatto …
Rosaria: no quello .. .inc … dice vuoi vedere che è andato sopra dalle guardie
Lello: no io adesso vado o buttare il coso subito!
Ciro: no ma mi chiamo io o questo … questo Maometto che gli ho dato lo pistola in mano a omissis …. questi … non hanno capito niente!!!
Lello: di merda … sopra i figli miei … sono rimasto di merda … mo più per loro .. .io ti ripeto
Ciro:Mimmo …. Mimmo deve stare …. proprio … non deve comparire proprio
Rosaria: no quello questo ha detto Lello stomattina … sono contento che sto con il figlio del compagno nostro ….. sò che sta andando a ballare ….. vanno … no a ballare vanno o divertirsi
Lello continua il racconto parlando anche della mancanza di rispetto degli altri accompagnatori di omissis di quella sera tra i quali figurerebbe tale Giuseppe Santangelo detto “Peppe o Casalese” o “Peppe o pazz’ che con atteggiamento arrogante, avrebbe offeso uno dei suoi dipendenti del locale
Lello: poi quel Giuseppe … vicino al ragazzo mio “fai il cesso … buttati la dietro … ” …. vicino allo moglie …. gualiò …. guagliò ‘o· frat’ … ma io …
Ciro: Giuseppe chi sarebbe poi?
Rosaria: ‘o Casalese (ndr si riferiscono a Giuseppe Santangelo detto Pepp ‘o Casalese)
Lello: guagliò ‘o’ frat .. i ragazzi che stanno la dietro a fare i panini. .. senza offesa …. quando hanno avuto un problema … inc … e aspettavano trent ‘anni. .. hai capito
Ciro: va bene dai: .. oro me li chiamo io
Lelloo: vicino a quel ragazzo “fai ti cesso mettiti la dietro ‘~ .. e che aspetti che questo prende e spara prima … dopo lo paghi tu? lo paghi tu? ma poi nemmeno quella cosa … ma falli mettere paura … diglielo che io tengo le telecamere … perchè poi la cosa bella io il nero non so dove abiti.L’hanno mandato a casa pieno di sangue … non sappiamo ora se questo è andato in un ospedale …. se è andato a fare qualche denuncia … ora mi devo mettere e devo andare a cercare il nero dove sta.
La conversazione continua rimarcando i fatti verificatisi e quanto quegli atteggiamenti fossero lontani dall’abituale costume che compete a qual rango criminale. Lo stesso Ciro Mauriello, al quale “Lello” si rivolge con cordialità ma allo stesso tempo riverenza, confida in una soluzione della vicenda affinché omissis esca indenne dall’accaduto, stante la possibilità che l’uomo di colore vittima dell’aggressione possa aver sporto denuncia presso un posto di polizia.
Ciro: e vedi un poco Lello
Lello: è logico me lo vedo io “o ‘ frat” ma ci mancherebbe …
Ciro: no mo …
Lello: Ciro io se ve lo vengo a dire a me non me ne fotte che ho perso il giorno … inc … e nemmeno che ho perso cento clienti … non me ne fotte
Ciro: hai fatto bene … ma tu queste cose me le devi venire a dire
Rosaria: quello questo ha detto …
Ciro:… perchè io non voglio che si facciano queste cose … la discussione può capitare… tra ragazzi .. ma che dieci persone…. e poi questa pistola … proprio questa è la cosa
Lello:.. .inc … senti ora è successa la tarantella … ? abbiamo salvato il salvabile … ma ” arrassusia” (ndr fonetico … parola utilizzata nel gergo partenopeo come per indicare “se succede qualcosa”) com ‘è voi camminate con la pistola addosso??? perchè state con questa pistola addosso? state andando a fare la guerra o state andando a ballare … vi stavate andando a divertire o a fare qualche guaio ????
Ciro: no … non va bene … non va bene …
Lello: no ma poi le famiglie mo ci vuole “o ‘ frat’~ .. stanno tutte queste tarantelle …io gli voglio bene … io me li sono cresciuti …. io veramente me li sono cresciuti a questi disgraziati
Ciro:davvero ….
Rosaria: .. .inc … gli manda ti ragazzo … secondo me per mandarlo a vedere …
Lello: hai capito?
Rosaria:… se sono andate le guardie …
Lello: ma qualsiasi cosa cerchiamo sempre … ì.. mo prendo le telecamere e glielo faccio buttare quel .. .inc … ora lo prendo e lo butto che devo fare ….. prendo il coso
cosl … inc..
La conversazione lascia emergere il chiaro ruolo apicale all’interno del clan Melitese di Ciro Mauriello; la stessa Rosaria Pagano preoccupata per le sorti del figlio comunque descritto come un ragazzo educato e timoroso, che si è lasciato andare a questo sfogo “goliardico”. si è rivolta a Ciro Mauriello perchè riprenda innanzitutto il ragazzo affinché non si lasci andare più .ad altre analoghe scorrerie e soprattutto Mohamed Nuvo che gli avrebbe messo nelle mani la pistola per giunta armata e pronta a fare fuoco.
Non a caso qualche ora più tardi nella sua abitazione Ciro Mauriello chiama tale Tore al quale chiede di riferire a suo figlio Lello Mauriello di dare una “lezione” a Maometto, al tempo Mohamed Nuvo per quanto accaduto la sera precedente. Ciro fa presente che, qualora non provveda il figlio Lello a far capire a Mohamed che non è più il periodo di comportarsi alla stregua di quando militava in altro gruppo criminale, convocherà lui stesso Mohamed presso la sua abitazione per dargli una lezione da non fargli dimenticare.
Ciro: che è successo o To ‘…inc .. ha detto cosl tuo padre .. inc .. stasera … e poi un ‘altra cosa .. chi ha dato la pistola in mano a omissis ieri sera?
Tore:La pistola in mano a omissis? Quanto mai.., la teneva Maometto ..
Ciro: Eh
Tore: Mica la teneva omissis .. Maometto la diede in testa a quello ..
Ciro: Dove ci “azzecca” sta …
Tore: ma quello stava la fuori
Ciro: digli … ha detto così tuo padre gli vuoi fare un piacere.’ (ndr Ciro riferisce a Tore unmessaggio da far arrivare a suo figlio Lello Mauriello) perchè se lo prendo io lo ”struppeo” ( ndr termine dialettale per indicare una violenta aggressione fisica). .. o prende a Maometto e lo manda a fare i bucchini.. o ha detto tuo padre.. deve morire lui:. lo schiatta la testa (ndr lo aggredisce).. lo faccio venire qua sopra e lo abboffo di mazzate ( .. diglielo .. ha detto tuo padre– inc– diglielo .. prendi a Moometto e fagli uscire la merda da bocca .. perchè non si deve permettere .. di queste stronzate .. la pistola in testa
ad uno .. questo lo poteva fare quando stava con i fratelli, diglielo .. tutto a posto Totò.’
Scrive il gip Avallone nell’ordinanza: “Mauriello Ciro inizia ad interessarsi delle richieste di “Zia Rosaria” e di Lello al fine di salvaguardare il rampollo di casa Amato da eventuali guai giudiziari. Da subito impone la sua azione di comando sul territorio dove scorribande come quelle alimentate da Mohamed Nuvo non devono verificarsi. Nelle parole di Ciro Mauriello si legge l’ira verso coloro, nel caso specifico nei confronti di Mohamed, che rendendosi autore di determinati eclatanti episodi, mina quella che è la credibilità e l’egemonia dei vertici del gruppo criminale, causando, altresì, un aumento dei controlli delle Forze dell’Ordine che di conseguenza paralizzano i traffici illeciti del sodalizio criminale stesso”.
Antonio Esposito
@riproduzione riservata
(nella foto il baby boss in una delle immagini circolate sui social subito dopo la sparatoria e soprattutto dopo il suo ritorno a casa e nei riquadri la mamma Rosaria Pagano e Ciro Mauriello)
