Ciclisti dopati con i farmaci rubati a Caserta
I farmaci dopanti utilizzati dai ciclisti per migliorare le proprie prestazioni venivano rubate in provincia di Caserta attraverso Vincenzo Brancaccio, 32enne di Orta di Atella. Secondo il pm Enrico Stefani, della Procura di Modena che ha chiesto il rinvio a giudizio per 8 persone Brancaccio è la figura di raccordo tra un gruppo di casertani fornitori di farmaci dopanti e vietatissimi, e certi ciclisti emiliani disposti a iniettarsi di tutto pur di affermarsi nelle competizioni para-professionali che in Romagna sono seguitissime e foriere di sponsor.Tra gli otto ci sono anche l’ex ciclista modenese Riccardo Riccò. Il 33enne di Formigine, squalificato il 19 aprile 2012 per doping fino al 2024, risulta, infatti, tra gli otto indagati in un’inchiesta condotta dal Nas dei carabinieri di Parma insieme ai colleghi di Sassuolo su un giro di sostanze illecite destinate a ciclisti amatoriali. Coordinata dal pubblico ministero Enrico Stefani (oggi giudice a Venezia), negli atti si ipotizza che le sostanze (tra queste anche Epo) tra il 2013 ed il 2014 siano arrivate nel Modenese dalla Toscana, per vie ovviamente illecite, e poi ‘smerciate’ all’interno di un negozio di biciclette sportive che si trova sempre in provincia di Modena. A procacciare i farmaci dopanti, un uomo che si occupa di vendita di integratori sportivi. Farmaci che, a quanto trapela, non si esclude possano essere stati rubati da un ospedale del Casertano. Sette degli otto indagati, tra cui Ricco’, sono residenti nel Modenese e tutti legati al mondo delle biciclette. L’ottavo è invece il 32enne della provincia di Caserta. Brancaccio fu bloccato il 20 giugno del 2014 all’altezza di Castelfranco Emilia alla guida di un furgone carico di medicinali di dubbia provenienza. Quel furgone, sulla carta, avrebbe dovuto trasportare mozzarella. E invece, secondo l’accusa, veniva utilizzato per scopi molto diversi. Nella cella frigorifero destinata ai prodotti caseari di eccellenza campana c’erano invece ben altri prodotti anch’essi provenienti dal Casertano, ma del tutto vietati. Confezioni di Mircera, Neorocommerman, Retacrit, Bolda Med Boldenone, Parabolin Reuce e altri medicinali di analoga natura rubati in strutture pubbliche di Terra di Lavoto. Sin dal 2000, d’altro canto, il Casertano è considerato crocevia del traffico di medicinali e, negli ultimi anni, in particolare fino al 2015, ci sono stati numerosi furti di farmaci ai danni di ospedali e strutture pubbliche della zona.Mentre tra le accuse si parla anche di somministrazione di sostanze dopanti a ciclisti amatoriali, per Ricco’, invece, si ipotizza solo la cessione di Cera o Epo, oltre al farmaco ‘Contramal’ ad un altro ciclista, indagato, che a sua volta avrebbe ceduto allo stesso Ricco’ altre sostanze dopanti. L’episodio in questione sarebbe avvenuto nel giugno del 2014. Secondo quanto riporta la stampa locale modenese, Ricco’ affrontera’ l’udienza preliminare in tribunale a Modena il 31 maggio, davanti al gup Andrea Romito. L’avvocato riminese Fiorenzo Alessi, difensore di Ricco’, che adesso vive a Tenerife, afferma: “Si e’ subito dichiarato estraneo alla vicenda. Non e’ mai stato chiesto l’interrogatorio”.
