Droga dalla provincia a Napoli centro: le confessioni di Marco Mariano e Marco Di Lorenzo

Il traffico di droga che dalla provincia di Napoli e in particolare dalla zona Nolana arriva al centro della città avveniva attraverso dei grossisti con base a Barra. I sette arresti effettuati ieri dai carabinieri di Castello di Cisterna su disposizione della Dda di Napoli sono solo una parte di un’inchiesta più ampia nata dalle dichiarazioni di due pentiti: il boss dei Quartieri Spagnoli, Marco Mariano e Marco Di Lorenzo, uno dei due killer pentiti del cittadino ucraino eroe Anatolji Korol di Castello di Cisterna. Erano due in particolare i gruppi che provvedevano allo smercio della droga: quello di Gennaro D’Ambrosio, 39 anni e Costanzo Magrelli, di 29. Con loro sono stati arrestati anche Mario Ischero, 50; Marco Palumbo, 36; Pasquale Scuotto, 33; Angelo Ildebrante, 40 e Giuseppe Longo, 44enne.

“Confermo che ricevevo forniture di droga da Eduardo Marigliano. Intendo assumermi tutte le responsabilità per i fatti che mi vengono contestati. Si tratta di forniture di cocaina che io ricevevo tra il 2011 e il 201”, così, come riporta Il Roma, ha svelato il traffico di droga, il boss pentito Marco Mariano. “Contattai Eduardo Marigliano- questo il suo racconto- tramite Antonio Gautieri, marito di un’altra nipote di mia moglie. Questo Gautieri si mise in contatto con Marigliano. Per quanto riguarda Costanzo Magrelli e Antonio Gautieri, sicuramente avevano rapporti con Marigliano. Ma se hanno ottenuto forniture di cocaina da quest’ultimo, le hanno ottenute a titolo personale e non per conto mio”.
Il capo dei “Picuozzi” era stato tirato in ballo nell’inchiesta da Marco Di Lorenzo, già pentito, a conoscenza di parecchi dettagli sui traffici di droga che intercorrevano nell’area vesuviana interna.
“Riconosco in fotografia tale Gautieri, mi pare Antonio. Lavora la droga con Magrelli: trattano cocaina e fanno passaggi di mano all’ingrosso con base a Brusciano, nel palazzo in cui abitano», aveva messo a verbale Marco Di Lorenzo nell’interrogatorio del 3 dicembre 2015. “Io stesso ho comprato prima del 2012 dieci grammi di cocaina che furono dati a Costanzo, il quale me li consegnò attraverso una certa “Titinella”, che credo facesse da appoggio. Anzi, ho acquistato da loro in più occasioni. Dopo il 2014 non ho più avuto rapporti diretti, ma so che continuavano a trattare la stessa sostanza. In un’occasione, mentre ero da Salvatore Scapaticcio, Costanzo Magrelli figlio di Giovanni disse che Gautieri e l’altro Costanzo, che è suo cugino, si stavano rifornendo da Marco Mariano dei Quartieri Spagnoli”.

Sempre Di Lorenzo ha raccontato agli investigatori: “Riconosco in fotografia Giuseppe Longo, il quale era un affiliato di mio padre, almeno fino al blitz del 2006. Se non sbaglio, è stato scarcerato nel 2011 e si mise a passare la droga all’ingrosso, sia marijuana che cocaina. In passato ho fatto una segnalazione confidenziale ai carabinieri di Castello di Cisterna e ho fatto sequestrare un pacco di erba, che era il suo, sul lastrico del palazzo in cui abitava. Appena tornato in libertà, aveva un ristorante al Centro Direzionale e un negozio a Castello di Cisterna. Mi diceva che si riforniva a Miano, ma non mi ha mai fornito dettagli. Mi pare sia stato arrestato nel 2012, prima di me. Mi risulta anche un suo coinvolgimento in una sparatoria con tale Angelino, che forse si chiama Ciro. Un fatto successo in occasione di una Festa del Giglio a Castello di Cisterna”. Marco Di Lorenzo ha parlato anche di Pasquale Scuotto, riconosciuto in fotografia. «È una persona che io chiamo Ninotto ed è il figlio di Peppe Scuotto. Come ho detto, ha una piazza di cocaina insieme con la persona che ho riconosciuto nella foto numero 11. I due vendono cocaina e una volta ho preso da loro 5 grammi a credito. Fino al mio arresto, a settembre 2015, continuavano a vendere. Abita a Castello di Cisterna e prima del 2012 sono stato anche a casa sua, dove l’ho visto confezionare lo stupefacente”.

 

(nella foto da sinistra Marco Mariano, Marco di Lorenzo, Costanzo Magrelli, Gennaro D’Ambrosio, Giuseppe Luongo, in basso sempre da sinistra Angelo Ildebrante, Pasquale Scuotto, Giuseppe Palumbo e Mario ischero)