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Elezioni: bufera Pd a Melito per la candidatura a sindaco di Amente, ex Forza Italia. La replica: “Ho lasciato il centrodestra da 3 anni”

8 Maggio 2017 - 15:05 · Renato Pagano

E’ bufera nel centrosinistra a Melito, comune a nord di Napoli, al confine con Secondigliano, sulla scelta del candidato sindaco, con accuse incrociate tra Pd e Mdp, dopo che i democratici hanno scelto di candidare Antonio Amente a sindaco per il voto del prossimo 11 giugno. Amente e’ gia’ stato sindaco di Melito nel 2008, quando venne eletto con una coalizione di centrodestra guidata da Forza Italia e si ripresento’ cinque anni dopo, sempre con il centrodestra, quando venne pero’ sconfitto da Venanzio Carpentieri, candidato del centrosinistra. Negli ultimi anni e’ pero’ passato al centrosinistra e gia’ nel 2015 si e’ presentato alle elezioni regionali nella lista Campania in Rete a sostegno di Vincenzo De Luca. La consiliatura Carpentieri, che ora e’ segretario del Pd di Napoli e ha deciso di non ripresentarsi a Melito, e’ finita anzitempo per le dimissioni in massa dei consiglieri comunali della sua maggioranza, tra cui anche 9 esponenti del Pd, 7 dei quali sono passati ad Mdp. E proprio da Mdp arriva la polemica sulla scelta di Amente, lanciata da Massimo Carrano, ex presidente della commissione di garanzia provinciale del Pd, ora passato ad Articolo 1: “Il circolo Pd Melito – afferma – ha deciso di fare un’alleanza politico-elettorale di coalizione con il candidato a sindaco Antonio Amente, contro cui nel 2011 andavamo insieme in Federazione a Napoli a chiedere aiuto e sostegno all’allora Commissario Provinciale Andrea Orlando per le pressioni, minacce e ritorsioni di Amente per far ritirare i “nostri” candidati. Lo stesso Antonio Amente contro cui candidammo in lista il deputato Salvatore Piccolo, quale componente della Commissione Antimafia, chiedendo anche il sostegno di un’altra autorevole amica e compagna dell’Antimafia, Luisa Bossa”. Carrano lancia un appello a Carpentieri, attuale segretario del Pd di Napoli ricordandogli che “tu sei l’unico che puo’ decidere di non dare il simbolo Pd”. Gli iscritti Pd di Melito, pero’, hanno votato di puntare su Amente, come conferma all’ANSA Andrea Cozzolino, europarlamentare e commissario del circolo locale: “Abbiamo democraticamente chiesto – spiega – di scegliere se andare da soli o appoggiare Amente e l’esito e’ stato favorevole all’ex sindaco. Io sto ancora lavorando per altre soluzioni, ho anche insistito per una nuova candidatura di Carpentieri e sto lavorando anche per una candidatura esterna al partito, quella di Bernardino Tuccillo, gia’ sindaco negli anni ’90”. Tuccillo, ex assessore nella prima giunta de Magistris a Napoli, non sarebbe pero’ pronto a candidarsi viste le divisioni nel centrosinistra. Mdp, riferiscono fonti del nuovo partito, sta infatti preparando una propria candidatura, puntando su Pietro D’Angelo, su cui pero’ pare impossibile una convergenza del Pd, visto che ha partecipato alla sfiducia a Carpentieri. Scendera’ in campo anche Dema, al fianco di Lello Caiazza, in coalizione con i Verdi

“Gia’ da tre anni ho preso le distanze dal centrodestra e infatti due anni fa ho sostenuto De Luca. Oggi sono leader di una coalizione di centrosinistra a Melito, ma io sono sempre stato democristiano e ci tengo a dire che lo sono ancora”. Risponde cosi’ all’ANSA Antonio Amente, candidato sindaco designato dal Pd a Melito. La sua candidatura ha scatenato critiche visto che era gia’ stato sindaco con il centrodestra. Il sostegno ad Amente e’ stato deliberato dal voto degli iscritti a Melito: “Un caso unico tra gli iscritti – spiega Amente – di consultazione tra gli iscritti che con il 70% hanno sostenuto il mio nome. E’ stato un momento di democrazia importante”. “La polemica politica – prosegue Amente – contro di me e’ stata sollevata dagli scissionisti di Articolo 1, che sono gia’ in campagna elettorale contro di me. Io rivendico di essere passato al centrosinistra e nel 2015 con Campania in Rete siamo stati determinanti per la vittoria di De Luca. Sono stato anche il piu’ votato a Napoli, ma il seggio in consiglio regionale e’ scattato a Caserta. Queste polemiche, quindi, sono fuori luogo, sono circa tre anni che sono in contatto con il centrosinistra e ho rapporti buoni con i consiglieri del Pd, compreso lo stesso ex sindaco Carpentieri, nonostante gli scontri che abbiamo avuto quando lui era all’opposizione in Comune”.