Il legale di Schettino: “E’ stato crocifisso, ricorreremo alla corte Europea”. Anche il Codacons commenta: “Paga per tutti”

Era fuori dal carcere da solo in attesa della sentenza pronto a costituirsi in caso di esito negativo della decisione della Cassazione come poi è avvenuto. Ha telefonato al suo legale prima di entrare dicendo:”Credo nella giustizia e le sentenze si rispettano. vado al carcere e mi costituisco”Il legale di Schettino, Saverio Senese ha definito il suo assistito un capro espiatorio. Soddisfazione nella parte civile, con l’avvocato Massimiliano Gabrielli che, in uscita dalla Cassazione, ha affermato che “è un peccato che in carcere vada solo Schettino”.Lapidario il commento dell’avocato Laino: “Non ho parole, sono amareggiato”, si è limitato a dire. Molto critico invece l’avvocato Saverio Senese: “Aspetteremo di leggere le motivazioni della sentenza perché sono una persona che non si da per vinta e se troverò i margini ricorrerò alla Corte Europea perché ritengo che vi siano stati dei gravi abusi. A mio avviso sono stati violati una serie di diritti dell’imputato e del ricorrente. Schettino sa di essere responsabile ritiene di essere colpevole ma non di tutti i reati. C’era un team di comando c’erano una serie di inefficienze, la nave presentava una quantità incredibile di situazioni di criticità che sono state valutate in maniera non adeguata:.E’ stato crocifisso. Gli italiani hanno bisogno sempre qualcuno da crocifiggere e questa volta è toccata a lui”. “Con il verdetto della Cassazione si chiude un capitolo importante di questa tragica vicenda: peccato pero’ che sia solo Schettino ad entrare in carcere”. Lo ha detto l’avvocato Massimiliano Gabrielli del comitato ‘Giustizia per la Concordia‘ commentando il verdetto della Cassazione.“Con la sentenza odierna della Cassazione si chiude la vicenda della Costa Concordia con una sola certezza: Francesco Schettino, le cui responsabilita’ sono innegabili, paghera’ per tutti coloro che hanno contribuito a provocare le 32 vittime”. Lo afferma il Codacons, che e’ stato parte attiva nel processo rappresentando alcuni naufraghi sopravvissuti all’incidente dell’Isola del Giglio. “Dall’inizio del percorso giudiziario – si legge in una nota – giudici e mass media hanno individuato un solo e unico responsabile e non hanno mai voluto considerare cosa c’era dietro l’incidente: negligenze e omissioni sul fronte della sicurezza a bordo della nave, che senza dubbio hanno influito sui decessi. Basti pensare che alcune vittime sono state rinvenute affogate nella tromba dell’ascensore rimasta aperta per il gravissimo mancato funzionamento del generatore di emergenza e per gli altrettanto gravi difetti di progettazione del sistema degli ascensori, come accertato dagli stessi periti del Tribunale. Schettino, quindi, paghera’ per tutti, ma se e’ giusto che il comandante sconti la sua pena per le evidenti responsabilita’ nell’incidente, non si comprende perche’ gli altri soggetti pubblici e privati che hanno contribuito alla tragedia siano stati graziati, ed e’ una vergogna che stampa e tv, che guadagnano milioni di euro grazie agli investimenti pubblicitari di Costa Crociere, fingano di ignorare il ruolo dell’armatore scagliandosi sempre e solo contro il colpevole ‘prescelto’ fin dall’inizio”. “Ora – conclude il Codacons – si apre una nuova causa, stavolta contro Costa Crociere, intentata dall’associazione per conto di una coppia di naufraghi, finalizzata ad ottenere il risarcimento dei danni subiti sia nei confronti della societa’, sia verso i costruttori degli apparati che non hanno funzionato durante l’incidente”.