Camorra: annullata la misura cautelare al boss Umberto Accurso

Camorra: annullata l’ultima ordinanza di custodia cautelare per il boss della Vinella-Grassi, Umberto Accurso. I giudici della Decima sezione del Tribunale del Riesame hanno infatti deciso di annullare l’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di Umberto Accurso, che, proprio di recente condannato all’ergastolo, resta comunque dietro le sbarre. L’ex reggente della Vinella Grassi era accusato dal pentito Luca Cortese fratello di Giovanni, secondo il quale durante la terza faida di Scampia, Accurso avrebbe dato soldi al finanziere corrotto Claudio Accurso (arrestato in questa inchiesta insieme con il collega Giacomo Baldassi perché legati al boss AntonioMennetta detto er nino) per acquistare una trentina di pistole Taurus che furono distribuite a tutti gli affiliati per sostenere la guerra contro il gruppo degli Abete-Notturno-Aprea-Abbinante. Lasciano invece il carcere, come riporta Il Roma, Pietro Mariano Orefice, difeso da Claudio Davino e Antonietta Genovino, e Salvatore Cerino, assistito da Claudio Davino e Nicola Marino. I due incensurati erano finiti in manette il 6 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta che aveva portato all’arresto di 27 persone ritenute, a vario titolo, vicine o affiliate all’asse Di Lauro-Vanella Grassi. Secondo l’accusa, Orefice e Cerino avrebbero fatto parte del giro di “cavalli di ritorno” orchestrato dal ras Giovanni Cortese ‘o cavallaro, elemento di spicco del clan Di Lauro. I difensori
hanno però dimostrato che gran parte degli episodi di accompagnamento al narcotrafficante sarebbero stati in realtà inconsapevoli. Insomma, non ci sarebbe stata volontarietà.