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Camorra, clamorosa disattenzione del gip: scarcerati i finanzieri corrotti e i parenti

24 Giugno 2017 - 15:52 · Redazione Cronache della Campania

Un clamoroso errore da parte del gip Laura De Stefano ha portato alla scarcerazione dei due finanzieri corrotti coinvolti nell’inchiesta sul traffico di droga e sull’accordo trasversale tra la Vanella-Grassi e il clan Di Lauro negli anni 2013 e 2014 in piena terza faida di Scampia. Il Tribunale del Riesame ha infatti rimesso in libertà i due ex baschi verdi Claudio Auricchio ‘ o russo e Giacomo Baldassi, accusati di essere al servizio del boss all’epoca latitante Antonio Mennetta detto er Nino. Annullata la misura cautelare anche per lo scafatese Luigi Noceroni, il cognato di Auricchio e il loro amico pompeiano Vincenzo Tufano. Una leggerezza del gip che, come hanno segnalato i difensori dei quattro, e come hanno accertato i giudici del Riesame, ha effettuato un copia-incolla sulle valutazione delle accuse  a loro carico così come formulate dai pm della Dda di Napoli che ne avevano chiesto l’arresto nella richiesta di rinvio a giudizio. In pratica il gip non avrebbe effettuato una attenta valutazione delle accuse. E così da ieri sera si sono aperte per tutti e quattro le porte del carcere. La Procura ha già annunciato ricorso e una nuova richiesta di arresto. L’inchiesta nel quale vi sono 36 indagati si è sgonfiata clamorosamente davanti al Riesame che ha scarcerato in questi giorni personaggi del calibro di Salvatore Di Lauro “Terremoto”, figlio del super boss Palo Di Lauro, alias Ciruzzo ‘o milionario, ma anche Aniello Apredda, personaggio di spicco del clan legato a Giovanni Cortese ‘o cavallaro, la cui posizione sarà discussa lunedì davanti al Riesame. Dal carcere sono usciti un’altra mezza dozzina di personaggi di secondo piano dell’inchiesta. Ma c’è stata anche l’annullamento della misura cautelare per l’ultimo reggente in ordine di tempo della Vinella-Grassi, Umberto Accurso. L’errore del gip non inficia però il quadro accusatorio nei confronti dei due finanzieri corrotti accusati tra l’altro di aver partecipato al tentato omicidio nei confronti di Giovanni Esposito ‘o muort, esponente di spicco del gruppo dei Aprea-Abbinante-Abete-Notturno, e di aver favorito la latitanza di Antonio Mennetta, er Nino, arrestato in una villa di Scafati messa a disposizione da amici dello stesso Auricchio. Val la pensa ricordare che a tale proposito nell’ordinanza ci sono le foto che lo ritraggono, insieme con il cognato Luigi Noceroni, mentre entra nella villa col latitante. In attesa delle ultime decisioni del Riesame la Dda si prepara a una nuova battaglia per chiedere nuovamente l’arresto.

Antonio Esposito

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(nella foto il boss Antonio Mennetta, er nino al momento della sua cattura a Scafati e nel riquadro il finanziere Claudio Auricchio)