Camorra: “Gli Abete-Abbinante-Notturno fatti inginocchiare e pestati a sangue dalla Vinella e dalla Masseria”

C’è un episodio inedito e drammatico allo stesso raccontato dal pentito Luca Cortese che segna la l’ultima faida di Scampia e la guerra scoppiata tra la Vinella-Grassi e gli Abete-Abbinante-Notturno che venendo meno ai patti aveva messo in piede un fiorente traffico di droga all’interno della comunità di recupero la Sorgente di Miano che tra l’altro era utilizzata da tutti quelli dei clan di Secondigliano per uscire dal carcere facendo spesso risultare, falsamente, di essere tossicodipendenti e quindi di aver bisogno di un programma di recupero. Ma all’epoca la Comunità, come ha raccontato Luca Cortese, fratello di Giovanni ‘o cavallaro uomo di punta del clan Di lauro e di Ciro Cortese, ex Vinella-Grassi poi passato agli Amato-pagano e ucciso nel 2015 dagli ex alleati. era diventato un vero e proprio droga shop:

“…All ‘inizio si portarono armati nella Comunità mio fratello Ciro con una pistola 9×21 , io ma solo per rientrare in Comunità. Carlo Matuozzo, e Ciro Castiello “Barbetella” armato con un fucile FAL. Convocano tutti i ragazzi affìliati alla Comunità e li radunarono nella cucina. A questo punto, in sella a una decina di moto, giunsero affiliati sia della Vinella-Grassi che della Masseria Cardone, tra cui Carlo e Antonio Matuozzo, Geremia, Zaino. ed altri legati a loro. Della Masseria c ‘erano Trambarulo,’o topone ed altri. Gli ospiti furono messi in ginocchio e divisero quelli provenienti dal Monterosa ed il Bakù dagli altri. In quel momento mancavano Carmine Russo, Daniele, un ragazzo grosso Vincenzo Barbato che erano fuggiti. Del gruppo degli Abete-Abbinante-Notturno erano rimasti Cuccurullo, S’taiano, il suocero dello Staiano, GabrieleE. Ad un certo punto ci fu un pestaggio selvaggio, con il calcio di pistole in testa, sedie: all’improvviso partì un colpo di pistola, che era stata utilizzata per colpire, con il calcio, alla testa Antonio Cuccurullo. Fu messo sul divano seduto, inondato di sangue. Quelli della Vinella dissero che quelli degli Abete-abbinante-Notturno se ne dovevano andare di là. Così fu. La sera intervennero i Carabinieri e so che Antonio Cuccurullo andò al Pronto Soccorso dell ‘Ospedale San Giovanni Bosco, al Don Guanella, e denunciò l ‘accaduto. Dei responsabili della Comunità era presente Giuseppe Coppola. Sia gli affiliati della Vinella-Grassi  che quelli della Masseria Cardone erano ben visibili, non avevano caschi o altro”.

Antonio Esposito

2.fine

@riproduzione riservata