Capodimonte: caos al Cas

Dopo il blitz di mercoledi’ scorso svolto dalla Polizia Municipale, gli uomini del commissariato di polizia Stella San Carlo, la III Municipalita’, il Comune di Napoli, l’Asl Napoli 1e i mediatori culturali dell’ex Opg “Je so Pazzo”, nel centro di accoglienza per stranieri di Salita Capodimonte, nel corso del quale erano state riscontrare numerose irregolarita’ che dovevano essere sanate in 24 ore, nella serata di ieri la Polizia Municipale di Stella San Carlo all’Arena e’ tornata nella struttura. “In 24 ore dovevano mettere a norma l’impianto elettrico pericoloso e fatiscente, ripristinare le condizioni igienico sanitarie dignitose, mettere in sicurezza una scala e altri interventi urgenti – spiegano in una nota Laura Marmorale, assessore alle politiche sociali della III Municipalita’, ed Eleonora de Majo, consigliere comunale di Napoli – invece tutto era esattamente come l’abbiamo trovato al momento delle prescrizioni”. I lavori prescritti dalla Asl non sono stati effettuati dunque: “Il CAS di Capodimonte va immediatamente chiuso per gravi carenze strutturali e igienico sanitarie – sottolineano Marmorale e de Majo – oggi stesso manderemo una lunga nota alla Prefettura di Napoli con i verbali di tutto quello che e’ stato riscontrato nelle due ispezioni con tanto di documentazione allegata, la Prefettura di Napoli deve immediatamente chiudere il centro perche’ e’ fuori legge”. Le due esponenti istituzionali si augurano che i migranti trovino finalmente un’accoglienza degna come prevede la legge: “Il centro e’ gestito dalla Cooperativa San Martino e avevamo svolto un sopralluogo gia’ nel mese di dicembre, dopo sei mesi la situazione e’ peggiorata, ci sono due casi di scabbia, questi ragazzi non vedono un medico da mesi e inoltre il centro e’ sovraffollato, potrebbe contenere 72 persone ma ne abbiamo trovate 83”. “La Prefettura deve agire subito e’ una situazione non piu’ tollerabile e ora ci sono gli atti ufficiali per disporne la chiusura – precisa l’assessore Marmorale – scrivero’ anche alla commissione parlamentare d’inchiesta per informare i deputati di quanto abbiamo riscontrato, non permetteremo piu’ che questo scempio continui”. “Napoli e’ citta’ dell’accoglienza e non possiamo permettere che esistano luoghi come questo – ha concluso Eleonora de Majo – attivisti, istituzioni e mediatori culturali insieme stanno costruendo un modello di controllo del sistema dell’accoglienza per i migranti nella nostra citta’, questo e’ solo l’inizio”.

 

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