Consip, al setaccio le telefonate tra Sciarelli e Lillo e i legami con Woodcock

L’obiettivo è stabilire chi ha riferito notizie relative all’inchiesta Consip a Marco Lillo, il giornalista de Il Fatto quotidiano. L’obiettivo della Procura di Roma è individuare la fonte del giornalista e i tabulati telefonici, probabilmente già in possesso, degli inquirenti dimostrano solo che ci sono stati dei contatti telefonici tra Federica Sciarelli e Marco Lillo, nell’arco di 10 ore, cioè dal momento dell’iscrizione nel registro degli indagati di Napoli, il 21 dicembre scorso di Luca Lotti, di Tullio Del Sette e di Emanuele Saltalamacchia, per rivelazione del segreto d’ufficio, fino alla stampa de “Il Fatto Quotidiano”, andato in edicola il giorno successivo. La fuga di notizie è addebitata dalla procura capitolina al pm Henry John Woodcock e alla sua amica giornalista Federica Sciarelli. Per questo, i pm romani oltre ad indagare il collega e la conduttrice di ‘Chi l’ha visto?’ hanno disposto il sequestro del cellulare della giornalista. Scoprire le fonti, aggirando un eventuale opposizione del segreto professionale sia di Sciarelli che di Lillo, pur di accertare cosa sia accaduto. La tenacia dei pm di Roma, guidati da Giuseppe Pignatone, sul caso Consip e sul versante della fuga di notizie continua ad alimentare tensioni tra la Procura romana e quella napoletana. La notizia dell’indagine a carico di Woodcock ha spinto il procuratore di Napoli facente funzioni, Nunzio Fragliasso a rilasciare una dichiarazione secca: “L’invio dell’invito a presentarsi per l’ipotesi di reato di rivelazione del segreto al pm Henry John Woodcock non l’ho appreso certo dai giornali: mi è stato comunicato lunedì dal procuratore Pignatone e poi dallo stesso Woodcock. E ieri mattina con Woodcock mi sono incontrato per fare il punto sulla situazione – ha detto Fragliasso -. La nostra inchiesta sugli appalti Romeo (il filone napoletano della indagine Consip, ndr) prosegue. Aspettiamo che le indagini della procura di Roma facciano il loro corso”. Ha affermato Fragliasso a proposito degli accertamenti che gli inquirenti di Roma stanno conducendo sulla fuga di notizie. Dopo aver ricordato che ”anche per i magistrati vale il principio della presunzione di innocenza”. Il procuratore reggente ha poi aggiunto che non gli è pervenuta alcuna richiesta di astensione dalle indagini sugli appalti Romeo da parte di Woodcock e qualora gli venisse presentata ”farò le mie valutazioni”. Woodcock sarà interrogato il 7 luglio prossimo dai colleghi romani, dopodichè probabilmente Fragliasso deciderà se prendere provvedimenti. Intanto la mossa della Procura romana tiene ancorato il procedimento per fuga di notizie a Roma, proprio per la presenza tra gli iscritti del collega in servizio a Napoli. Oggi il pm Woodcock, che non ha rilasciato alcuna dichiarazione, è stato impegnato in una requisitoria di un processo contro esponenti di un clan della camorra.

L’iscrizione dei due giornalisti, nel registro degli indagati – la Sciarelli per concorso in violazione del segreto istruttorio e Lillo per la pubblicazione arbitraria di atti (non coperti da segreto, a quanto pare, ndr) di un procedimento penale ha alimentato il dibattito e le polemiche anche dal punto di vista della libertà di stampa. La Fnsi e l’Usigrai hanno diramato un comunicato con il quale esprimono piena solidarietà a Federica Sciarelli per il sequestro del telefono cellulare: “Premesso che la vicenda Consip è una vicenda della massima delicatezza istituzionale e democratica, dal momento che ha tutti i contorni di un duro scontro all’interno degli apparati dello Stato, e premesso che è quanto mai doveroso che si arrivi prima possibile ad individuare mandanti e attori di tale scontro, in questo come in tutti i casi analoghi il sequestro del telefonino di una giornalista resta un atto grave, peraltro già contestato in più sedi”. Hanno scritto, in una nota, Fnsi e Usigrai, sottolineando che “sequestrare il telefonino di un giornalista vuol dire una palese ed esplicita violazione della segretezza delle sue fonti”. Fnsi e Usigrai esprimono “piena fiducia nella magistratura, che deve fare serenamente il proprio lavoro per accertare i fatti, ma è necessario – affermano – che venga rivista con urgenza la decisione di sequestrare il telefonino di Federica Sciarelli, alla quale va la nostra piena solidarieta’”.

La conduttrice televisiva sarà interrogata domani dai pm di Piazzale Clodio che stanno seguendo l’inchiesta. Dovrà spiegare agli inquirenti perchè ha avuto contatti con il collega Lillo in quelle ore. Domande alle quali la giornalista potrà naturalmente rifiutarsi di rispondere opponendo il segreto professionale sulle sue fonti e sui suoi contatti anche se non è stata colei che ha di fatto redatto l’articolo incriminato.

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