Importava droga dalla Spagna nei camion di mobili: in carcere imprenditore di Sant’Antonio Abate

E’ finito in carcere l’imprenditore di Gragnano, Luigi Mascolo, titolare di un mobilificio a Sant’Antonio Abate. deve scontare una condanna a 12 anni di carcere perché accusato di importare ingenti quantità di di droga dall’estero. Era stato arrestato nel 2014 insieme con altre sei persone. La Guardia di Finanza aveva accertato che, dall’aprile del 2010 al maggio 2012, l’organizzazione aveva sfruttato le sue solide basi logistiche ed operative anche in Corsica, assicurando il trasporto verso l’Italia di diverse tonnellate di hashish. Un business da centinaia di milioni di euro al cui vertice ci sarebbero stati Luigi Mascolo e Alfonso Borghese, secondo la Dda “capi e promotori dell’organizzazione”. La droga sequestrata era nascosta all’interno di una trave in acciaio che sorregge, da un’altezza di circa dieci metri, il cavalcavia della strada statale 268 del Vesuvio, arteria che collega l’agro nocerino-sarnese a Napoli, nei pressi dell’uscita di Angri della Napoli-Salerno. I finanzieri del Gico avevano controllato la struttura del viadotto prevalentemente in cemento armato: la trave dove era nascosta la droga era invece in acciaio. Nella sua parte inferiore, inoltre, aveva delle aperture circolari del diametro di circa un metro, che consentono al personale addetto alla manutenzione del ponte di introdursi nelle intercapedini naturali che proseguono in orizzontale per decine di metri. Proprio in questa intercapedine, le forze dell’ordine ritrovarono, il 3 marzo 2012, ben 38 valigette contenenti hashish per 1220 chilogrammi. Con Mascolo sono stati condannati, sempre a 12 anni di carcere Alain Lieschi (il narcos in Corsica) ed infine per Maurizio Amendola alias ‘capa e fierr’, ritenuto vicino al clan D’Alessandro, 10 anni di carcere.