Bagnoli, ANAC: “Il sequestro non consente pieno svolgimento delle attività di recupero”

 

“Le aree interessate dalla bonifica” di Bagnoli-Coroglio “sono gravate da un provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale di Napoli che non consente il pieno svolgimento delle attivita’ di recupero propedeutiche alla riurbanizzazione”. Lo scrive l’Autorita’ nazionale anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, nella relazione annuale alla Camera. L’Unita’ Operativa Speciale dell’Anac e’ intervenuta nel Sin di Bagnoli lo scorso anno, dopo l’approvazione del nuovo Codice, che ha attribuito all’Autorita’ nazionale anticorruzione la cosiddetta vigilanza collaborativa, la sigla di un’intesa con il commissario di governo per la bonifica, Salvatore Nastasi, e il soggetto attuatore, Invitalia, e un secondo protocollo di legalita’ con la prefettura di Napoli. “Il rapporto di vigilanza con Invitalia – scrive l’Anac – ha rappresentato, a ridosso dell’entrata in vigore del nuovo Codice, il primo test sulla nuova disciplina. Gli esiti dei pareri allo stato formulati dall’Autorita’ hanno mostrato una buona tenuta del sistema normativo ed un approccio complessivamente positivo da parte della stazione appaltante”. La positiva partecipazione dell’Unita’ operativa speciale a Bagnoli ha suggerito all’Autorita’ di replicarne l’impiego anche nel Comune di Reggio Calabria dove l’amministrazione reggina, insieme alla prefettura, ha chiesto il monitoraggio preventivo dell’opera di riqualificazione urbana della citta’, finanziata per duecento milioni di euro.


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