Camorra a Marano: arrestati “Toratto” Polverino e l’imprenditore Visconti

Salvatore Polverino, detto “Toratto” figlio del boss latitante Antonio, gia’ condannato a 25 anni per 416 bis, e’ destinatario di una misura cautelare in carcere insieme ad un imprenditore considerato prestanome del clan, Antonio Visconti, per interposizione fittizia di beni, reato aggravato dalle finalita’ mafiose. Il provvedimento nasce da approfondimenti delle indagini dei Carabinieri sull’area Pip di Marano che il 24 maggio scorso hanno portato a 5 altri arresti per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti degli imprenditori Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli della parlamentare di Forza Italia Luigi, e Antonio Di Guida, ancora detenuti. Visconti, amministratore unico della societa’ ‘Il vostro fornaio spa’, per agevolare gli interessi economici del clan Polverino, avrebbe assunto in maniera fittizia il primo agosto 2012 la titolarita’ di un capannone nell’area del Pip di Marano, mentre di fatto il proprietario era Salvatore Polverino. Questo capannone e’ stato acquistato a 1,6 milioni dalla societa’ concessionaria del Pip che fa capo ai fratelli Cesaro. E’ stato, inoltre, disposto il sequestro preventivo del fabbricato, il cui valore e’ stimato in 1,4 mln di euro.

In particolare, ulteriori accertamenti patrimoniali effettuati dai militari e atti istruttori, integrando il materiale raccolto nel corso delle indagini, anche at- traverso attivitaĚ€ di intercettazione, sempre secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe emerso che Visconti, quale amministratore unico della societaĚ€ “Il Vostro Fornaio S.p.A.” – che si occupa della produzione di alimentari da cottura al forno – al fine di agevolare gli interessi economici del clan Polverino, avrebbe “fittiziamente assunto, il 1° agosto 2012, la titolaritaĚ€ di un capannone, ubicato nell’area del Piano di Insediamento Produttivo del comune di Marano di Napoli, in realtaĚ€ riconducibile a Salvatore Polverino, risultato esserne di fatto il proprietario”.

La Dda spiega che tale unitaĚ€ im- mobiliare – poi sequestrata ieri – sarebbe stata acquistata per il prezzo (dichiarato) di 1 milione e 630mila euro dalla societaĚ€ con- cessionaria del Pip di Marano, la “Iniziative industriali Srl” dei fratelli Aniello e Raffaele Cesaro.

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