Camorra, il pentito: “Sono stato io a volere l’agguato contro il ras Persico in piazza Mercato”

“Sono stato io il mandante dell’agguato a Giuseppe Persico, che doveva essere ucciso perché aveva intenzione di formare un gruppo autonomo con Salvatore Maggio. Quando sono stato scarcerato, ho trovato fuori Persico e Criscuolo, cognato di Franco Mazzarella, che facevano ‘le cose loro’. Ebbi l’occasione e organizzai l’agguato a Persico. A sparare fu Raffaele Micillo”. E’ il 18 maggio 2015 quando Errico Autiero, ex affiliato ai Mazzarella da poco passato con la giustizia, parla con i magistrati della Dda dell’agguato a Giuseppe Persico, accusandosi e, come riporta Il Roma, indicando agli inquirenti il movente. “Invitai Persico a casa mia e decisi di ammazzarlo in quell’occasione. In precedenza mi ero incontrato con Gennaro Catapano, Raffaele Micillo e Domenico Di Perna. Quando è arrivato Persico, con me e quest’ultimo è rimasto soltanto Catapano mentre Micillo aveva avuto l’ordine di andare a casa della mia fidanzata e attendere là un mio segnale. Di Perna invece si trovava già nei pressi dell’abitazione di Persico. Io ero d’accordo con Micillo che l’avrei avvisato con uno squillo e lui sarebbe andato al palazzo di Persico per ammazzarlo”. Ma l’’omicidio fallì e Giuseppe Persico rimase ferito con Vincenzo Papi che nulla c’entrava nella vicenda e si trovò per caso coinvolto. Grazie alla sua confessione due giorni fa la squadra mobile di Napoli ha arrestato su richiesta della Dda partenopea ed eseguiti dalla sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile, Salvatore Maggio (in carcere dallo scorso anno), Raffaele Micillo, Domenico Perna e Gennaro Catapano,  che il 25 giugno 2013 avevano tentato di eliminare colui che era considerato il referente del clan Mazzarella in piazza Mercato.

(nella foto da sinistra Gennaro Catapano, Domenico Perna,  Raffaele Micillo)

 

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