Fiumi di hashish sull’asse Pianura-Scauri,  il processo di Appello ribalta la sentenza di primo grado nei confronti di Gennaro Tranchino, legato al clan Marfella di Pianura. Il trafficante di droga è stato condannato a sei anni di carcere.  Davanti ai giudici della Prima sezione della Corte d’appello di Napoli (presidente Giordano), l’avvocato Claudio Davino, difensore di Tranchino è riuscito a dimostrare che il 32enne, non era in realtà al vertice dell’organizzazione, per cui sono venute meno le aggravanti.
La vicenda giudiziaria, come ricorda Il Roma, inizia il 19 marzo 2014, quando viene scoperto un importante traffico di droga dal quartiere Pianura alla cittadina di Scauri, sul litorale laziale, gestito dal clan Marfella.  In manette finirono Antonio Capuozzo, Gennaro Tranchino e Salvatore Positano, tutti personaggi già noti alle forze dell’ordine, con loro c’era anche il referente locale del gruppo, ai quali i tre narcos napoletani avevano appena consegnato il carico da 13 chili di hashish suddivisi in panetti da un chilogrammo: il pizzaiolo incensurato Ugo Emilio Di Nardo, residente a Minturno. Lo stupefacente, di ottima qualità, una volta “tagliato”avrebbe garantito al gruppo di trafficanti un guadagno complessivo di almeno 400mila euro.

Redazione Cronache della Campania