Frattamaggiore festeggia l’ennesimo oro di Assuntina ai mondiali di atletica paralimpica

Frattamaggiore festeggia l’ennesima medaglia d’oro di Assunta Legnante ai campionati mondiali di atletica paralimpica. Puntuale anche senza i lanci stratosferici cui ci ha abituato,  Assunta Legnante  ha toccato il cielo con il peso, mettendosi al collo la sua ennesima medaglia d’oro, dopo quella di Rio 2016, dei Mondiali di Doha 2015, degli Europei di Swansea 2014, e i Giochi di Londra 2012. Suo è anche il record del mondo, in questa specialità (17,32). Realizza un buon 15.82 al secondo tentativo ed è l’unico lancio che va segno su 6 (5 nulli), ma il distacco dall’avversaria ipo vedente Burkanova c’è ed è di oltre un metro. L’argento va a all’uzbeka Burkanova (14.76), il bronzo alla messicana Valenzuela (13.05).   Assunta Legnante  si è infortunata  alla gamba destra durante il terzo  assistendo sulla panchina alla gara delle altre costretta poi alla sedia a rotelle per raggiungere il podio prima di salirci. Ma già la misura ottenuta le garantiva abbondantemente di poter entrare nell’olimpo dell’atletica paralimpica.
E’ tornata  a gareggiare dopo due anni durante i quali aveva combattuto con la salute alla schiena. I primi complimenti le sono arrivati da Luca Pancalli, presidente del Comitato Paralimpico. “Assuntina è immensa – ha detto – il suo è un risultato straordinario. È stato sufficiente un lancio ma un lancio che le ha permesso la conquista di questo fantastico oro e che la conferma non soltanto ai vertici della disciplina nel mondo paralimpico ma a mio modo di vedere la proietta a poter dire la sua anche nel mondo olimpico”. Ma le sfide non finiscono mai. La Fidal la sta sponsorizzando per prendere parte agli Europei di Berlino del 2018. “Non posso che vederla bene – continua Pancalli – Lo meriterebbe tutto. È un qualcosa che lei stessa sta rincorrendo. Sotto il profilo tecnico agonistico ha tutte le carte in regola per potersi esprimere al meglio anche in quella dimensione. I problemi di regolamento? Leggi e regolamenti li fanno gli uomini. Non c’è nulla di insuperabile rispetto alla voglia di un atleta di esprimere tutta se stessa in una competizione”.