Matrimoni fasulli a Battipaglia: Laura Iadanza la ‘mamma’ degli sposi extracomunitari
Battipaglia. Operazione ‘Unione di fedi’: arresti tra la provincia di Salerno e a Massa Lubrense. Matrimoni fasulli e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina coinvolte due famiglie. I carabinieri della Compagnia di Battipaglia, agli ordini del capitano Erich Fasolino, hanno eseguito stamattina un’ordinanza cautelare nei confronti di sette persone. E’ finita in carcere l’organizzatrice dei finti matrimoni: Laura Iadanza, mentre la nipote Carmela Ielpi è agli arresti domiciliari. Per altre cinque persone della stessa famiglia è stato disposto l’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. I sette sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso, per aver organizzato finti matrimoni tra cittadini italiani e extracomunitari irregolari sul territorio nazionale.
L’attività investigativa, condotta dai militari della compagnia di Battipaglia dal settembre del 2016 a marzo 2017, ha permesso di documentare – anche attraverso intercettazioni telefoniche – l’esistenza di un’organizzazione a carattere familiare che organizzava il raggiro.
Il ‘capo’ era Laura Idanza, 55 anni di Battipaglia, coadiuvata dai tre figli, dalla sorella e dalla nipote Carmela Ielpi, figlia della sorella, tutti residenti a Battipaglia. Coinvolta, inoltre, un’amica di una delle figlie della donna, residente a Massa Lubrense. Il ruolo dei familiari era quello di procacciare gli extracomunitari irregolari e le persone compiacenti per perfezionare il matrimonio: coniugi o testimoni. Dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno, gli stranieri presentavano istanza di divorzio. Si evince chiaramente dalle intercettazioni il giro organizzato da Laura Iadanza che veniva contattata da extracomunitari, in particolare marocchini, per organizzare lo sposalizio: “Ho bisogno di fare quel fatto, mi servono i documenti per la residenze” questo più o meno il tenore univoco delle conversazioni. Dopo un primo approccio, la donna convocava gli stranieri nella propria abitazione per stabilire i costi e le modalità dell’operazione. Ogni matrimonio costava dai 5mila ai 10mila euro.
La signora Iadanza instaurava un rapporto quasi filiale con gli stranieri, molti giovani, tant’è che veniva chiamata ‘mamma’ da molti di loro. L’organizzazione si avvaleva di più persone, sia italiane che marocchine che avevano il ruolo di mediatori e interpreti, ed organizzava la ricerca del coniuge da far sposare al richiedente, tutto a prescindere dall’età. In un caso la sposa aveva 34 anni anni più dello sposo. Laura Iadanza e i suoi complici poi organizzavano tutto l’iter burocratico: viaggio dei due all’Ambasciata marocchina a Roma, e le pratiche per il rito civile nel comune di residenza, con tanto di testimoni. La pratica si esauriva con la richiesta del permesso di soggiorno. Dopodichè si avviava l’iter per il divorzio. Laura Iadanza seguiva i suoi ‘sposi’ passo passo, coordinando tutte le attività. I carabinieri hanno individuato 21 finti matrimoni dal 2013 ad oggi. Settanta sono gli indagati coinvolti nell’organizzazione. Le unioni si sono svolte principalmente nei comuni di Battipaglia ed Eboli, Olevano sul Tusciano, Montecorvino Pugliano e Marcirolo in provincia di Varese dove si era trasferita una delle indagate.
