ESCLUSIVO. I Vastarella dissero no alla richiesta di tregua dei Barbudos per colpa di due donne
Nel pieno della guerra di camorra al rione Sanità, o meglio dieci giorni dopo l’agguato di via Fontanelle con i Vastarella, il capo dei “Barbudos”, Antonio Genidoni stava cercando di capire le intenzioni dei nemici e intuendo che la loro vendetta sarebbe stata cruenta aveva cercato di inviare attraverso i Sequino (imparentati con la mamma Dora Spina) messaggi di tregua alla cosca padrona del rione Sanità. Visto che il clan Vastarella stava cacciando dalle case tutte i familiari, anche se non direttamente coinvolti nella guerra di camorra, e le persone vicine al clan dei Barbudos. La situazione stava creando problemi economici e di credibilità a Genidoni che anche se pronto a scatenare altri attacchi aveva capito che forse era il caso di far calmare gli avversari e poi colpirli ancora. I Sequino, in quel periodo facevano una sorta di doppio gioco e questo Genidoni lo sapeva bene e cercava di servirsene anche se non si fidava.
Nella tarda serata del 3 maggio Sequino avvisava Genidoni che nella mattinata aveva riportato la comunicazione ai Vastarella, i quali non volevano saperne nulla, atteso che, dieci minuti prima che succedesse il fatto, ossia l’agguato ai danni dei Vastarella nel circolo ricreativo, erano passate due donne. ” … Amo buona sera ce lo detto stamattina ma non ne vuole proprio sentire per che dice che quando e successo il fatto 10 minuti prima sono passate 2 donne po…”. Il senso di quanto riportato dal Sequino, era che i Vastarella attribuivano alle due donne sopra indicate la cosiddetta filata ai danni dei propri familiari. Una novità dal punto di vista investigativo. E non a caso dopo qualche giorno arriverà la violenta vendetta a Marano con il duplice omicidio del padre e del fratello di Emanuele Salvatore Esposito colui che era entrato nel circolo alle Fontanelle e aveva ucciso Giuseppe Vastarella, il cognato Salvatore Vigna e ferito altri tre della cosca.
Eppure qualche giorno prima gli investigatori avevano captato una serie di sms fra Genidoni ed un esponente dei Sequino. Quest’ultimo, in particolare, avvisava Genidoni sui movimenti dei Vastarella che ritenevano responsabile dell’agguato che aveva colpito la loro famiglia Walter Mallo. ” … Amo se camminano sicuro cammino lat efor per la san non si vede e poi secondo me sono rimasti 5 o 6 di l’oro il dito secondo me lo stanno puntando a dosso a wal poi non lo so pero ti faccio sapere io amore mio vado a mangiare ci sentiamo dopo … “. Poco dopo questa conversazione via sms Antonio Genidoni telefona a Vincenzo Staterini commentando la cosa precisando di averlo saputo dai SEQ, ossia dai Sequino ed aggiungendo che i Vastarella sospettavano del Pirt, di Agos e di Wal ossia Salvatore Basile alias il pirata, Agostino Riccio e Walter Mallo. ” … Si si amo apost mi sono sentito con seq mi anno detto che se ne sono andati un sacco di loro sono rimasti 5 o 6 di loro e stan chin e merd e poi sospetono p irte agos e penzono di wal i v … “. Genidoni, rispondendo a Staterini che gli chiedeva quali fossero le intenzioni dei Sequino, esternava suoi dubbi sull’idoneità dei Sequino a commettere reati, riferendosi ovviamente ad eventuali azioni armate contro i Vastarella ” .. .Amo questi reati nun e cosa loro credimi se aspetiamo questi rimanim avvit accusi !unica cosa che cinteres che sanna mettere e facc … “.
Antonio Esposito
5.continua
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