“Abbi pietà del ragazzo che hai assassinato e permetti alla sua famiglia di dargli degna sepoltura, confessa e lascia che il corpo di Vincenzo venga ricomposto”.A parlare è il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, che lancia una preghiera e un appello a Ciro Guarente, il feroce assassino reo confesso del 24enne di Parete, Vincenzo Ruggiero. Il Prelato ha parlato attraverso l’edizione di Caserta de Il Mattino e rivolgendosi a Ciro Guarente il 35enne di San Giorgio a Cremano ma da alcuni anni trasferitosi a Licola spiega di farsi “interprete del sentimento di smarrimento di fronte a tanta crudeltà nel procurare la morte di un ragazzo. Una vicenda che ha colpito tutta la gente del nostro territorio, soprattutto per l’inspiegabile assurdità di infierire sul cadavere. Voglio cercare di parlare al cuore e all’anima di chi ha commesso questo delitto perché -dice ancora Angelo Spinillo-possa essere capace di quell’atteggiamento di umana e cristiana pietà per la quale si va alla ricomposizione del corpo e quindi alla possibilità di offrire sepoltura degna e rispettosa di ogni persona umana nella fede cristiana. Ma la pietà è un sentimento che può venire anche dopo aver sbagliato, quando ci si piega dinanzi alla realtà e si ascolta la vita umana per comprenderne la verità. Dopo un errore così grave ci si può redimere. Per questa ragione, faccio appello e chiedo a questa persona che ha compiuto un delitto così efferato di ripensare alla persona alla quale ha fatto tutto questo e alla sua famiglia. Esprimo  solidarietà ai genitori di Vincenzo, a tutta la sua famiglia e a coloro che gli volevano bene per l’incomprensibile quanto assurda sofferenza che debbono affrontare. Questa vicenda sia per tutta l’umanità un monito, si guardi al dolore della mamma di questo giovane colpita da un disastro terribile e si comprenda il male che le è stato fatto: ciò deve insegnare a non lasciarsi prendere dalla violenza e dall’iraNella fede annunciamo la resurrezione, si possono non condividere le scelte di un tipo di vita e un modo di vivere il proprio essere, così come la forma che gli si vuole dare, ma siamo tutti figli di Dio”.

Redazione Cronache della Campania