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Napoli, “il quartiere Vasto sia come Milano”, lettera del presidente della Municipalità al ministro Minniti

8 Agosto 2017 - 17:30 · Redazione Cronache della Campania

“Gli immigrati vanno distribuiti su tutto il territorio di Napoli e provincia, oggi scriviamo al ministro Minniti, perche’ la IV Minicipalita’ di Napoli e’ al collasso”. Lo annuncia Giampaolo Perrella, presidente della Municipalita’ partenopea che comprende anche la zona del Vasto, dove la tensione resta altissima dopo che due giorni fa un gruppo di immigrati ha cercato di difendere un cittadino marrocchino che veniva fermato dall’Esercito L’episodio ha messo in luce i problemi della zona della stazione di Napoli: “Chiederemo a Minniti – ha detto Perrella – misure straordinarie, simili a quelle adottate per la stazione di Milano, con controlli mirati nei confronti di queste persone per appurare che non ci siano spacciatori. Ma vogliamo anche un’indagine sui centri di prima accoglienza nella zona, non e’ ammissibile che tante persone vengano abbandonate a loro stessi negli alberghi, anche grandi come l’ex Ferrotel all’interno della stazione che ospita 350 immigrati. Qui l’integrazione c’e’ sempre stata ma questa nuova ondata di migranti non viene formata, non gli si insegna l’Italiano, non gli vengono dati gli strumenti per integrarsi. Vagano sul territorio fino a tarda notte e spesso si ubriacano provocando risse”. Un problema che, pero’, non deve essere strumentalizzato, come spiegano gli esponenti della rete antirazzista napoletana: “Il video – spiega Alfonso De Vito – mi pare sia stato gia’ ridimensionato, non e’ stata un’aggressione nei confronti dei militari ma solo una protesta per quello che veniva ritenuto un abuso. Nella zona di Piazza Garibaldi c’e’ bisogno di processi governati ma nel rispetto di tutti, perche’ anche i migranti sono un pezzo di Piazza Garibaldi. Non vorrei che influisca sulle polemiche di questi giorni uno sviluppo asimmetrico della zona con gli investimenti di Grandi Stazioni. Penso a tanti alberghi sul lato di via Bologna che presto si troveranno all’uscita del parcheggio della stazione e che magari in questi hanno hanno vissuto con i soldi per ospitare i migranti e ora vogliono lanciarsi nel turismo. Non escludo che qualche commerciante voglia soffiare sul fuoco. I luoghi devono trasformarsi e migliorare rispettando i diritti di tutti”. Dal comitato di quartiere del Vasto, che raccoglie 700 iscritti circa pero’, rifiutano etichette di razzismo: “Siamo cresciuti integrandoci sin da bambini con gli immigrati – spiega uno dei membri che chiede di non essere citato – non c’entra niente il razzismo, ma viviamo una situazione di paura, sembra di stare a Bagdad. Chiediamo controlli delle forze dell’ordine e anche iniziative semplici come il divieto di vendita di alcolici in bottiglia la sera e la chiusura dei minimarket al massimo alle 22, per evitare che in tanti bevano in strada fino alle 5 del mattino, ubriacandosi e facendo scoppiare risse o lanciando le bottiglie vuote contro le auto”.