Il Napoli ha imparato a non prendere gol

E’passato quasi un mese dalla prima partita ufficiale del Napoli e da allora tante volte è stato detto che qualcosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione. Oltre alla consapevolezza dei propri mezzi e la voglia di vincere contro chiunque, mister Sarri ha svolto un incredibile lavoro nel ritiro di Dimaro sulla fase difensiva. Zero reti subite nella doppia sfida contro il Nizza nel preliminare di Champions ad agosto e due gol inutili contro Atalanta ed Hellas Verona, dove si è vinto entrambe le volte per 3-1.
Naturalmente, oltre alla mano dell’allenatore, in questo caso è stata importante l’esperienza e l’applicazione dei singoli. A partire da Reina, leader indiscusso di tutta la rosa. Il portiere spagnolo non ha minimamente accusato del mancato rinnovo e ha dimostrato partita dopo partita di essere ancora uno dei migliori nel suo ruolo, in particolare nell’ultima sfida di campionato a Bologna, dove l’estremo difensore ha compiuto almeno due miracoli (uno su Verdi e l’altro su Destro) che hanno mantenuto la porta imbattuta. E poi la coppia dei centrali difensiva composta da Albiol e Koulibaly. I due ormai si completano, lo spagnolo è la spalla perfetta per il gigante africano, il quale va in difficoltà quando il suo partner non gioca. Con questo non si vuole screditare Chiriches, ma il rumeno soffre ancora di alcune amnesia che creano problemi all’intero reparto arretrato.
Grandissimo lavoro anche dei due terzini. Se Hjsay si conferma uno dei più completi in Italia, con una buona spinta offensiva e un ottima copertura, grazie anche al lavoro di Callejon, Ghoulam è migliorato tantissimo quando il pallone è tra i piedi degli avversari.
Lo scorso anno il laterale algerino, in alcune fasi del match, si assentava del tutto, come nel match di Torino contro la Juventus, quando regalò la palla del vantaggio a Bonucci. Quest’anno sembra cambiata totalmente la sua mentalità: la fase offensiva resta ottima, ma ciò che ha migliorato incredibilmente in questo mese è la fase difensiva. Stesso discorso per Maggio quando sostituisce il terzino albanese, sempre grande applicazione per l’italiano, mentre il nuovo arrivato Mario Rui non ha ancora giocato un minuto in campionato, ma il portoghese conosce a memoria gli schemi difensivi di Sarri e non avrà alcun problema ad inserirsi tra i titolari.
Dunque, se i tre “piccoletti” più Arek Milik continuano a far bene il loro mestiere, gonfiando le reti avversarie, i quattro difensori più i sostituti quando vengono chiamati in causa, hanno abbassato clamorosamente la media dei gol subiti. E in Italia si sa, lo scudetto viene vinto sempre dalla miglior difesa e mai da chi realizza più reti. La Juventus è un chiaro esempio in questi ultimi sei anni, e il Napoli sta pian piano prendendo sempre più spunto dai campioni d’Italia.
Antonio Carlino