Sara’ interrogato alle 10,30, nella struttura protetta in provincia di Lecce in cui e’ detenuto, il diciassettenne di Alessano L.M., reo confesso dell’omicidio della fidanzata sedicenne Noemi Durini, scomparsa da Specchia il 3 settembre e il cui cadavere e’ stato trovato il 13, sepolto sotto un cumulo di pietre in una campagna a poca distanza da Santa Maria di Leuca. Il ragazzo e’ accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudelta’ e dai futili motivi. La sua posizione e’ stata aggravata dalla Procura dei minori dopo l’interrogatorio del 13 settembre, nel corso quale ha confessato il delitto. Le magistrate (la procuratrice Maria Cristina Rizzo e la pm Anna Carbonara) non hanno creduto alla sua ricostruzione dei fatti, secondo la quale avrebbe assassinato Noemi per farla desistere dal tentativo di uccidere i suoi genitori. La relazione tra i due ragazzi era contrastata da entrambe le famiglie, che avevano presentato denunce al Tribunale di minori di Lecce.La mamma di Noemi aveva denunciato il ragazzo per maltrattamenti e i genitori di lui avevano denunciato Noemi per atti persecutori. Dalla prima segnalazione era scaturito un provvedimento di affidamento di Noemi ai Servizi sociali e al Sert, che e’ stato notificato al Comune di Specchia quando la ragazza era gia’ scomparsa. L’istruttoria del Tribunale dei minori sul ragazzo, invece, era ancora all’inizio tanto che solo a fine agosto era stata chiesta una relazione su di lui ai Servizi sociali di Alessano. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando (che oggi sara’ proprio a Lecce per partecipare alle Giornate del lavoro della Cgil) ha disposto un’ispezione presso gli uffici giudiziari dei minori di Lecce, per verificare se i magistrati non abbiano tenuto condotte “abnormi”, ovvero se non ci siano stati ritardi nella trattazione dei due casi. L’accusa che la famiglia di Noemi rivolge alle autorita’ preposte e’ che una maggiore tempestivita’ nella valutazione della sua denuncia, avrebbe potuto salvare la ragazza.

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