Manifesto funebre di Riina a Ercolano: l’autore è un 24enne candidato alle scorse comunali

Ercolano. Manifesto funebre per annunciare la morte di Totò Riina a Ercolano: l’autore è un 24enne già candidato in Fdi. Secondo quanto rivela il sito fascinazione.info ad affiggere il manifesto è stato un operatore funebre, Gianluigi Ciotola, cantautore per hobby e un passato in politica da candidato nelle file di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale alle scorse comunali. Il manifesto funebre che annuncia la morte di Totò Riina è apparso stamattina in via IV novembre. A corredo, le foto a sinistra di Giovanni Falcone a destra di Paolo Borsellino ed i nomi di 24 vittime di mafia come Boris Giuliano, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Peppino Impastato e tanti altri.
Sono un cantautore ma faccio l’operatore funebre”. Si descrive cosi’ il ragazzo che stamattina ha stamattina ha affisso 3 manifesti ad Ercolano per dare il “lieto annuncio” della morte di Toto’ Riina. “Palermo non e’ quella che viene descritta e voglio che tutto il mondo sappia la verita’: non e’ terra di mafia e mandolini ma e’ la capitale della cultura”, dice Gianluigi, intercettato dai giornalisti.
Ed e’ proprio l’amore per la Sicilia “perche’ io nel mio cuore sono siciliano” ad averlo spinto stamattina a far affiggere quel manifesto funebre, dove, oltre alle foto di Falcone e Borsellino, ci sono scritti i nomi di decine di vittime innocenti della mafia. “Pensavo che i manifesti venissero strappati e invece per fortuna sono rimasti li’ dove li ho attaccati”, spiega, rammaricandosi per le tante critiche ricevute per il gesto. “Un militante dei 5 Stelle mi ha detto che voglio farmi campagna elettorale”, si’ perche’ il ragazzo oltre a “sognare di fare il cantautore” milita anche in Fratelli d’Italia, lista che sostenne, da candidato, alle ultime elezioni comunali ad Ercolano vinte poi dal Pd. E anche il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, a detta di Ciotola, avrebbe criticato i suoi manifesti: “dice che sono un mafioso, che solo i mafiosi festeggiano”.
E lui ha festeggiato eccome “perche’ questa data la ricordero’ come quella dell’11 settembre con le Torri Gemelle, forse di piu'”. La sua vuole essere una critica al sistema mafioso “per me la morte di Riina significa la vittoria dello Stato” ma anche una denuncia rispetto alla questione meridionale. “L’Italia deve essere unita una volta e per tutti. Solo cosi’ forse possiamo parlare di Italia”. E lui, che si definisce “un borbonico di cuore” oggi e’ anche “fiero di essere italiano” e di “fotografarsi con il tricolore”. Per lui, Falcone doveva diventare “presidente della Repubblica. Ma purtroppo Riina e’ morto nella strage di via Lazio.
Provenzano fini’ i colpi, magari oggi Falcone era Capo dello Stato”. “Non hai paura? Me lo stanno chiedendo in molti – risponde -. E io a loro dico che chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. Inutile ricordare la citazione.
”La notizia della morte di Toto’ Riina non ci lascia indifferenti. Ne’ gioia ne’ tristezza, ma la consapevolezza che con la sua scomparsa la mafia ancora esiste e ancora persegue il disegno criminoso nella gestione di ogni attività illecita ed illegale”. Così il presidente dell’associazione antiracket per la legalità di Ercolano, Pasquale Del Prete. ”Troppi morti e troppe sentenze di morte hanno caratterizzato la vita di questo individuo. Non dimentichiamolo. Nel ricordo di tutte le vittime innocenti, cadute per mani mafiose o della criminalità organizzata, la nostra attività di contrasto non deve mai abbassare la guardia. Ritengo che questa giornata vada dedicata alla loro memoria. Per quanto riguarda il manifesto apparso ad Ercolano, ritengo che gli autori avrebbero dovuto almeno firmarlo”.