Napoli, sparatoria ai Baretti: il figlio del boss arrestato per pericolo di fuga e inquinamento delle prove

E’ stato arrestato per pericolo di fuga e inquinamento delle prove il pistolero dei Baretti di Chiaia. Giuseppe Troncone, 20 anni, figlio del boss di Fuorigrotta, Vitale (condannato nel febbraio scorso a 7 anni e 9 mesi di carcere per estorsione) era in attesa di essere interrogato proprio nel pomeriggio di ieri dai pm Celeste Carrano e Antonella Fratello che stanno conducendo le indagini sulla rissa e la conseguente sparatoria di due  settimane fa con 4 giovanissimi rimasti feriti in via Carlo Poerio. E’ stato un colpo a sorpresa anche per i suoi avvocati Antonio Abet e Giuseppe Perfetto.
Il ragazzo é accusato di tentato omicidio, per aver esploso colpi di pistola nella folla dei cosiddetti Baretti, con un’arma detenuta illegalmente.
Questa mattina sarà comunque interrogato dai pm Celeste Carrano e Antonella Fratello, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Filippo Beatrice, mentre nei prossimi giorni sarà un gip del Tribunale di Napoli ad interrogare il ventenne per la convalida del fermo. Dalla ricostruzione dei fatti e dalle indagini fin qui svolte grazie anche alle testimonianze di alcuni dei protagonisti (uno ha riconosciuto Giuseppe Troncone come quello che ha fatto fuoco con la pistola) è merso che due gruppi si sono sfidati sui social.
Appuntamento a Chiaia, zona baretti, dove una trentina di soggetti legati al clan Formicola di San Giovanni a Teduccio si sono presentati armati di spranghe e coltelli con l’obiettivo mirato di colpire quelli di Fuorigrotta. Ronde in sella agli scooter che ha aggredito il gruppo capeggiato da Giuseppe Troncone. Il ventenne, figlio del boss oltre ad essere stato picchiato selvaggiamente avrebbe rimediato una serie di coltellate alle gambe. E a quel punto avrebbe estratto la pistola e fatto fuoco.