Scafati, l’ex sindaco responsabile dello scioglimento del consiglio non si oppone all’incandidabilità

Scafati. Si dichiara innocente e non si costituisce nel giudizio per l’applicazione della misura interdittiva che gli potrebbe vietare la candidatura per le prossime tornate elettorali (Regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali). L’ex sindaco di Scafati, Angelo Pasqualino Aliberti, è comparso oggi dinanzi al Presidente del Tribunale di Nocera Inferiore, Catello Marano, chiamato a decidere sulla incandidabilità dell’ex sindaco del Comune sciolto per infiltrazioni camorristiche. A reggere l’accusa il Procuratore capo della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore per conto del Ministero dell’Interno. Ad avviare il procedimento interdittivo proprio il Ministero che a gennaio scorso ha sciolto il comune salernitano per le ingerenze della camorra nell’amministrazione cittadina e i presunti legami dell’allora sindaco con esponenti del clan Ridosso-Loreto. Il Presidente del Tribunale nocerino, dopo la trasmissione della proposta di scioglimento da parte del Ministero dell’Interno ha avviato la procedura prevista dal testo unico degli enti locali. Per l’applicazione dell’incandidabilità la legge prevede che non è necessario accertare prima se l’amministratore abbia commesso un illecito penale ma è sufficiente – come stabilito dalle sezioni unite della Corte di Cassazione – che ‘sussista, per colpa dell’amministratore (in questo caso dell’ex sindaco Pasquale Aliberti), una situazione di cattiva gestione della cosa pubblica, aperta alle ingerenze esterne e asservita alle pressioni inquinanti delle associazioni criminali operanti sul territorio”.
Il Presidente Catello Marano dovrà decidere, sulla scorta della documentazione inviata dal Ministero dell’Interno, se Aliberti – che sarà giudicato penalmente per queste vicende – debba essere dichiarato incandidabile per le prossime tornate elettorali. Il provvedimento, per essere efficace, dovrà diventare definitivo e quindi passare al vaglio del giudice civile di primo e secondo grado e della Cassazione. Se venisse accolta la richiesta di applicazione dell’interdittiva da parte del Ministero dell’Interno, Aliberti – di fatto – dovrà restare fermo per le prossime tornate elettorali. La legge cita, in ogni caso le elezioni locali a partire da quelle Regionali, ma non fa menzione di incandidabilità per il Parlamento. Il procedimento è autonomo rispetto a quello penale. Stamane l’ex sindaco ha espresso la volontà di non costituirsi in giudizio per opporsi alla dichiarazione di incandidabilità ed ha ribadito, anche al presidente Catello Marano, la sua innocenza dalle accuse di scambio di voto che gli contesta il sostituto procuratore della Dda di Salerno, Vincenzo Montemurro, nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra l’amministrazione scafatese e in particolare l’allora sindaco Aliberti e il clan Loreto-Ridosso che operava sul territorio.
Il Presidente del Tribunale si è riservato di decidere sulla richiesta del Ministero dell’Interno, depositerà la decisione dopo aver valutato sia la relazione sullo scioglimento sia quanto sostenuto nel corso dell’audizione dall’ex sindaco di Scafati.

Rosaria Federico