Bruno Venturini ritorna a Pagani, il suo paese d’origine. Venerdì 15 al Teatro Sant’Alfonso

“Bruno racconta e… Venturini canta” tratto dal libro biografico “Una Voce che ha emozionato il mondo”, del maestro Bruno Venturini, in programma venerdì 15 dicembre, al Teatro-Auditorium Sant’Alfonso di Pagani (Sa).
Quarant’anni di carriera, canzone dopo canzone: “Racconto la mia vita e canto – spiega Venturini – Il libro ha la prefazione di Pippo Baudo, mio figlio Salvatore ha curato la supervisione per tutti gli eventi che hanno caratterizzato la mia carriera”. Lo spettacolo sarà preceduto da una cerimonia durante la quale il sindaco di Pagani, Salvatore Bottone, conferirà a Venturini – all’estero ambasciatore della canzone napoletana nel mondo – la cittadinanza onoraria per le sue origini paganesi.
“Un riconoscimento che mi riempie di orgoglio” dice il maestro. Dal palco canterà Monastero ‘e Santa Chiara, Malafemmina, Anema e Core, giusto per citarne alcune. Per ognuna, il maestro racconterà un aneddoto della sua vita artistica. Ci sarà, così, anche un ricordo del Pontefice: “ero a Buenos Aires, nel 1977 – racconta – e l’ho conosciuto prima che divenisse Papa. In quella occasione cantai l’Ave Maria, analogamente farò venerdì sera”. Lo spettacolo sarà in tournée in Italia e all’estero e l’auspicio è poter cantare anche a Napoli, magari al San Carlo e tutto l’incasso  devoluto in beneficenza”. A quarant’anni di carriera, il maestro, che ha dedicato la sua arte alla memoria di Renato Caruso (per questo anche il soprannome di “The new Caruso”), sogna una Scuola della canzone d’arte napoletana: “Così si potrebbe trasmettere alle giovani generazioni il culto di questa canzone”.
La carriera del maestro Venturini, originario di Pagani è iniziata nel 1959 con un’esibizione a Porta Capuana. La discografia di Venturini registra diversi titoli. Tra i più conosciuti, l’Antologia della canzone napoletana edita dalla Saar Records di Milano, che contiene quattrocentoventi brani in trentacinque cd. Il suo disco più raro è un 78 giri inciso con la Phonotype record dei Fratelli Esposito di Napoli.