Corruzione a Catania, scarcerato l’imprenditore Briganti e dissequestrata la società dei rifiuti di Napoli e Caserta

Il Tribunale del riesame di Catania ha disposto la scarcerazione di Rodolfo Briganti, il rappresentante legale della Senesi S.p.A., società che gestisce la raccolta dei rifiuti tra le provincie di Napoli e Caserta. L’imprenditore era stato arrestato dalla Dia di Catania per corruzione nell’ambito dell’inchiesta ‘Gorgoni’, il 28 novembre scorso, assieme ad altri 15 indagati per irregolarità nella gestione della raccolta e smaltimento di rifiuti nel Comune di Aci Catena. Lo rende noto la Senesi Spa sottolineando che il Tribunale del riesame di Catania ha “contestualmente disposto anche il dissequestro dell’azienda, finita in amministrazione controllata dopo l’arresto del suo dirigente”. Nei giorni scorsi era stata anche disposta la sospensione dell’interdittiva e il reinserimento nella White List della Prefettura di Fermo quale azienda esente dal pericolo di infiltrazioni camorristiche.  Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale del riesame di Catania presieduto dalla dottoressa Larato, che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Cristaldi, con cui era stato arrestato l’amministratore della Senesi S.p.A. Rodolfo Briganti, accusato di corruzione nei confronti del sindaco di Acicatena, Ascenzio Maesano. Il Tribunale, accogliendo le richieste degli avvocati Carmelo Peluso e Alessandro Lucchetti, ha disposto la scarcerazione dell’imprenditore e ha annullato l’ordinanza cautelare dello stesso GIP con cui erano state sequestrate le quote e i beni aziendali della Senesi S.p.A., società difesa dall’avvocato Luigi Latino, disponendone la restituzione ai proprietari. Senesi è capofila dell’Ati che attualmente esegue la raccolta dei rifiuti a Catania.