Etnica Ditirambo a Torre del Greco con Radici Sonore

Immigrazione, integrazione, inclusione sociale sono i temi trattati nell’ultimo lavoro discografico degli Etnica Ditirambo, “Radici Sonore” che è stato presentato ieri nella sala dell’Hotel Holiday’s di Torre del Greco alla presenza di  Giovanni Russo presidente dell’Associazione Ishtar, Francesco Tortoriello presidente regionale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, l’assessore nazionale FITP Enzo Cocca, Clelia Gorga avvocato, don Federico Battaglia, direttore del MigrAngelis, Nicola Di Lecce, etnomusicologo. Ha moderato la giornalista Valeria Di Giorgio. Un vero e proprio bagno di folla, con oltre 400 persone ad assistere alla prima del gruppo.
La novità di questo ultimo lavoro discografico del gruppo che suona insieme da diciotto anni e si è distinto nel panorama della musica popolare italiana è la presenza di Assan Babou, un senegalese proveniente dal centro di prima accoglienza di Terzigno, che per la prima volta ha “reppato” un pezzo, scritto dal maestro etnomusicologo Nicola Di Lecce, musicato dal figlio Antonino, in cui parla di eguaglianza, integrazione e che invita tutti a non guardare lo straniero come un nemico.
Così Giovanni Russo, presidente dell’Associazione Ishtar: “Un’associazione che è nata per occuparsi di, poveri, disabili, emarginati con patologie invalidanti , di persone che soffrono per fenomeni di bullismo, di tutti coloro che vivono ai margini della società che oggi da più valore alle cose piuttosto che alle persone che soffrono.  Non potremo mai cambiarlo, ma vogliamo cercare di rendere il mondo un posto migliore. Sono contento che in questo CD si parli anche di integrazione”.
Parole importanti anche quelle di Clelia Gorga, avvocato, che ha tenuto un excursus sull’attualità dei temi come  l’integrazione, la violenza sulle donne e l’intolleranza verso lo straniero parlando anche della legge e delle norme che tutelano  i migranti: “L’ordinamento dello Stato Italiano prevede che vengano accolti gli stranieri – spiega Clelia Gorga – ma è chiaro che lo straniero deve adeguarsi anche alla cultura del Paese che lo ospita senza voler imporre le proprie regole. La solidarietà è una parola che ha tante declinazioni: e quando parliamo di migranti, soprattutto quando parliamo di uomini e donne che scappano da fame e guerra deve essere sempre la nostra stella polare”. Dopo gli interventi si è svolto  il concerto del gruppo guidato dal Professore Nicola Di Lecce  che ha stupito per la qualità della loro musica dimostrazione della grande passione che mettono nell’arricchimento del contesto musicale. La veste grafica del nuovo CD  è stata curata  da  due torresi Giuseppe Mazzella e Laura Scognamiglio. Un cd  che contiene 11 canzoni di cui 9 della tradizione popolare del Sud Italia e due inedite.
Il gruppo Etnica Ditirambo, appartenente alla Federazione Italiana Tradizioni Popolari, è composto da musicisti da sempre impegnati in un ampio progetto di conoscenza della cultura popolare del Sud Italia. “Istinto, allegria, spiritualità e ritmo sono gli ingredienti di questo lavoro – ha detto l’etnomusicologo Nicola Di Legge in un’intervista  – in sono state rivisitate  con originalità pagine di tradizione toccando  i vari aspetti dell’esperienza umana, dalla sacralità alla storia, dalle consuetudini alla tradizione, un itinerario di suggestioni, di analogie, di evocazioni per esplorare la fonte delle nostre tradizioni”.