La Diocesi di Aversa sospende il parroco ricattato per un video hard

La Diocesi di Aversa ha disposto la richiesta di “sospensione temporanea dal suo ufficio di parroco” al sacerdote di Succivo  don  Crescenzo Abbate che ha accusato di estorsione due giovani di 22 e 24 anni. I due avrebbero tentato di estorcere denaro al parroco minacciandolo di diffondere un video hard nel quale sarebbe stato filmato mentre compiva atti sessuali con i ragazzi. Per entrambi, fermati sabato scorso, il gip ha convalidato il fermo e disposto gli arresti domiciliari. “Le notizie relative alla vicenda della denuncia per tentata estorsione sporta dal parroco di Succivo a carico di due giovani, residenti nello stesso luogo, e della successiva convalida del fermo di questi ultimi, nonché della particolare situazione che avrebbe fornito l’occasione e la motivazione dell’azione estorsiva, trova questa Diocesi profondamente consapevole della gravità dei fatti e vivamente colpita per il disagio che ne consegue nelle persone coinvolte e nell’intero tessuto sociale ed ecclesiale”, si legge in una nota della Diocesi di Aversa, retta dal vescovo Angelo Spinillo. “Si attende con rispetto – prosegue la nota – che le indagini condotte dalle autorità giudiziarie facciano chiarezza e accertino l’effettiva consistenza dei fatti e delle responsabilità di quanto accaduto. Nel frattempo, e per il tempo che sarà ritenuto necessario, la Diocesi ha disposto di chiedere al sacerdote la sospensione temporanea dal suo ufficio di parroco”.  Dopo mesi di incubo, il prete di Succivo aveva denunciato i suoi aguzzini e per questo, ieri, il gip ha disposto gli arresti domiciliari per Mario Donadio e Yevheneik Borysyuk  i due giovani coinvolti nello scandalo che si è abbattuto sulla chiesa della Trasfigurazione di Succivo.
Una brutta vicenda denunciata mercoledì scorso quando don Crescenzo, quarantotto anni, si reca dai carabinieri di Marcianise per sporgere denuncia. Nella prima denuncia il parroco non fornisce molti dettagli in merito alla questione del video hard, tantomeno racconta in maniera esplicita che la minaccia riguarda il sesso. Ma il prete si reca una seconda volta dai carabinieri guidati dal capitano Luca D’Alessandro, venerdì mattina e in quest’occasione parla di nuovo delle minacce ma aggiungendo il dettaglio del il rapporto sessuale. Ma è solo venerdì pomeriggio, quando don Crescenzo si reca per la terza volta dai carabinieri, che racconterà senza alcuna titubanza nei minimi dettagli per quale motivo era sotto ricatto. Spaventato, il prete racconta di aver avuto un rapporto orale con l’ucraino e parla dell’esistenza di un video; le immagini dello scandalo che avrebbero dovuto restare segrete, ma che invece i due giovani minacciano di diffondere se il parroco si rifiuterà di dargli ogni mese dei soldi. “Ci devi dare mille euro da questo momento e per ogni mese, altrimenti noi facciamo i cattivi e diffondiamo ovunque il video”, sarebbe questo il contenuto dei messaggi vocali che Donadio e Borysyuk avrebbero inviato al parroco.
Gli investigatori vengono anche a conoscenza delle regole che i due giovani dettano al prete: portare la cifra richiesta il venerdì notte nei pressi della canonica della Trasfigurazione di Succivo, dove sono stati fermati dai carabinieri in flagranza di reato. La storia di sesso e ricatti, sarebbe iniziata il 7 novembre, giorno in cui si sarebbe consumato il rapporto orale, filmato dallo stesso ucraino. Riprese registrate con un cellulare e di cui il parroco, a un certo punto, si sarebbe anche accorto. Ma in realtà lo scambio di soldi tra don Crescenzo e i ragazzi sarebbe iniziato qualche mese prima e il prete da allora avrebe sborsato circa quattro mila euro. “Borysyuk e Donadio mi chiedevano soldi perché mi raccontavano di essere senza lavoro e di averne bisogno”, questa la spiegazione che don Crescenzo avrebbe fornito ai militari dell’Arma che hanno accolto le sue denunce. Il prete di Succivo era finito in un incubo, tanto che pare abbia preso anche i soldi delle offerte per far fronte alle richieste dei due giovani ricattatori.