Napoli, Arturo riconosce anche il secondo aggressore

Arturo, il 17enne vittima di una violenta aggressione in via Foria il 18 dicembre scorso, avrebbe riconosciuto un altro dei componenti del gruppo che due settimane fa l’ha ridotto in fin vita con trenta coltellate. Si tratta del secondo sospetto individuato dal minorenne dopo il 15enne già interrogato dai magistrati. Questo è quanto trapela dal nuovo interrogatorio del primo indagato che si è svolto questa mattina.
Il giovane, assistito dall’avvocato Emireno Valteroni, si è presentato per una seconda volta dinanzi al gip presso il tribunale dei minorenni di Napoli dopo essere stato ascoltato già sabato scorso. L’altro ragazzo, che Arturo avrebbe riconosciuto con certezza essere uno dei suoi carnefici, sarebbe tuttavia in possesso di un alibi di ferro. E’ un 17enne del rione sanità, lo stesso quartiere del primo fermato che anche stamane ha ribadito di essere innocente dicendo di essere stato a casa con la mamma, poi collegato su Facebook a chattare e infine con amici a chiacchierare.
Il 15enne che il giorno della Vigilia di Natale e’ stato fermato dalla Squadra Mobile di Napoli con l’accusa di aver fatto parte del ‘branco’ che ha ferito a coltellate il 17enne Arturo in via Foria, nel centro di Napoli, si dice innocente. Interrogato questa mattina dal gip dei Minori, ha chiesto di verificare i suoi alibi anche al suo difensore, il penalista Emireno Valteroni. I familiari del minorenne saranno probabilmente sentiti nei prossimi giorni per confermare o meno le sue tesi difensive. Il 15enne frequenta la scuola superiore, e’ incensurato e nato in una famiglia di origini modeste ma che non ha alcuno legame con la criminalita’ organizzata o meno; lui dice di voler fare l’attore perche’ ha recitato nel film di prossima uscita ‘La paranza dei bambini’, tratto dal libro di Roberto Saviano. Contro di lui, il riconoscimento da parte della vittima, ricoverato per una coltellata alla gola, una alla schiena e una al fianco, e di un altro ragazzo che poco prima dell’aggressione ad Arturo era finito nel mirino del gruppo di quattro ragazzi immortalato da alcune telecamere della zona.