Napoli furto nell’istituto Cimarosa a Posillipo: è il quarto raid del 2017

“L’istituto comprensivo Domenico Cimarosa di Posillipo anche in questo periodo natalizio è stato nuovamente preso di mira da delinquenti che, di notte, dopo aver forzato il cancello di entrata, sono saliti fin all’ingresso dell’istituto e, seguendo un copione ormai consueto, hanno forzato gli armadietti blindati, le porte degli uffici di presidenza e segreteria e ovviamente le macchine di distribuzione automatica di bevande portando via i pochi spiccioli conservati e i computer e altre attrezzature informatiche che non erano riusciti a portar via nelle precedenti occasioni in cui avevano rubato nell’istituto comprensivo di Posillipo”.
A darne notizia i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione istruzione, e il consigliere della Prima Municipalità del Sole che Ride, Gianni Caselli, sottolineando che “nel solo 2017 ci sono stati già altri 3 raid nella stessa scuola che, per la posizione isolata in cui si trova, è diventata ormai un obiettivo fisso dei delinquenti a caccia di bottini facili”. “Furti del genere impoveriscono gli istituti scolastici che già devono fare i conti con le difficoltà del Ministero dell’istruzione a garantire quanto necessario per le lezioni e il regolare svolgimento dell’anno scolastico” hanno aggiunto i Verdi sottolineando che “nel caso del Cimarosa, la dirigente scolastica ha segnalato da tempo la necessità di installare telecamere di video sorveglianza, necessarie per una scuola così grande, situata su una collina, con viali e giardini attorno che proteggono i malintenzionati, ma i suoi appelli sono rimasti inascoltati”.
Tra i primi a intervenire sul posto, una volta scoperto il furto, proprio il consigliere Caselli per il quale “questi continui furti sono un segnale molto preoccupante per la comunità e soprattutto evidenziano la necessità di tutelare istituti così grandi che necessitano di maggiore personale per il controllo e di sistemi di videosorveglianza che possano costituire un deterrente per i malintenzionati”.