Sant’Antimo, uccise la moglie: chiesto l’ergastolo per Carmine D’Aponte

Sant’Antimo. Omicidio Stefania Formicola, il pm chiede l’ergastolo per Carmine D’Aponte. Il prossimo 18 gennaio udienza per la discussione del difensore, l’avvocato Mario Angelino del foro di Napoli. Si è tenuta stamattina presso il Tribunale Napoli Nord, l’udienza con il rito abbreviato per D’Aponte che si era reso responsabile dell’omicidio della moglie la 28enne uccisa all’alba del 19 ottobre del 2016, a Sant’Antimo, con un colpo di pistola al cuore dal marito Carmine D’Aponte dal quale si stava separando e con il quale era ferma in auto.
Ad Aversa, davanti al Tribunale di Napoli Nord, si era anche tenuto nei mesi scorsi una manifestazione contro il femminicidio in occasione dell’udienza preliminare sull’omicidio di Stefania Formicola. Nel corso dell’udienza il giudice Daniele Grunieri aveva accolto la richiesta di giudizio con rito abbreviato avanzata dal difensore Angelino, accusato in un primo momento di omicidio colposo. Inoltre, si sono costituiti parte civile il padre, la madre e la sorella della vittima, assistiti dalla criminologa investigativa Antonella Formicola.
Lo scorso maggio il tribunale per i minorenni ha sospeso la patria podestà dell’imputato e affidato provvisoriamente i due figli della coppia – di 2 e 5 anni – ai nonni materni. La tesi degli avvocati dei parenti di Stefania è che il marito, abbia agito con premeditazione. Inoltre, dalle trascrizioni delle conversazioni intercorse su WhatsApp, sarebbe emerso una storia di violenze che andavano avanti da anni.

Salvio Amarante