Sequestro beni, Di Nardi precisa: ‘E’ un omesso versamento non evasione fiscale’

“Non é più mio costume commentare le “veline” della Procura di S. Maria C.V., poiché credo che oramai sia palese l’accanimento nei miei confronti forse secondo solo a quello di un noto ex Presidente del Consiglio”. Comincia così la lettera di precisazione dell’imprenditore Alberto Di Nardi a proposito del sequestro beni per 800mila euro operato stamane dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura di santa Maria Capua Vetere. Nardi continua: ” In questo caso, però, alcune precisazioni da parte mia per motivi familiari sono d’obbligo:
1) non si tratta di evasione fiscale ma di omesso versamento e la differenza tra le due fattispecie di reato é notevole. Tale omesso versamento è stato dovuto, quando il sottoscritto era CEO di DHI S.p.A., alla carenza di liquidità di quest’ultima a causa del cronico ritardo della stessa P.A. nel rispettare i tempi di pagamento. Infatti é oramai palese ed acclarato che lo “STATO” quando deve pagare impiega tempi biblici, di converso quando invece deve incassare usa tutta la propria “potenza di fuoco”. Non a caso anche un giustizialista come l’On. Luigi Di Maio del M5S ebbe a commentare in proposito in una nota trasmissione di Lucia Annunziata.
2) Nel 2013/2014 in qualità di Amministratore di DHI S.p.A. proposi all’agenzia dell’entrate di cedere i nostri crediti certi, liquidi, esigibili e certificati sulla piattaforma MEF in compensazione di quanto dovuto ma mi senti rispondere dallo “STATO” che lo “STATO” non era affidabile.
3) Personalmente non mi é stato sequestrato nulla poiché nulla tenente, ma anzi erroneamente la GdF ha sequestrato dei beni mobili ed immobili di proprietà del TRUST di mio figlio che ha 4 anni e per questo ho già dato mandato ai miei legali per agire in tal senso.