C’è anche uno studio sui centri commerciali naturali in Canada, che si è trasformato in una escursione alle cascate del Niagara pagata dalla Camera di Commercio di Napoli, tra i progetti passati al setaccio dalla Procura Regionale della Corte dei Conti della Campania che oggi, al termine di indagini della Guardia di Finanza iniziate nel giugno del 2014, ha emesso 26 inviti a dedurre e decreti di sequestro per quasi 1,4 milioni di euro (e non 1,8 milioni come riportato in precedenza). Progetti, è stato sottolineato nel corso di una conferenza stampa a cui ha preso parte, tra gli altri, il procuratore regionale della Corte dei Conti Tommaso Cottone, finanziati dall’ente camerale partenopeo con soldi pubblici ma, di fatto, materialmente non realizzati. Sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza di Napoli, in particolare, le iniziative finite alle associazioni Unimpresa, Confcommercio e Confazienda. Criticità – è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa – sono emerse sia nella fase istruttoria e di approvazione, sia in quella della rendicontazione, con relazioni scarne o addirittura inesistenti. Emerse anche fatture false, per attività mai svolte, e assegni a cui veniva è risultato modificato il nome del beneficiario. Tra i progetti passati in esame dai sostituti procuratori della Corte dei Conti, Ferruccio Papalbo e Chiara Vetro, anche quelli relative a iniziative natalizie, come l’installazione delle luminarie, eventi benefici o di intrattenimento, oltre che a Napoli anche in provincia (Castellammare, Marano, Pozzuoli, Quarto). Quando i finanzieri hanno cercato riscontri su queste attività è emerso che i Comuni non avevano rilasciato nessuna autorizzazione per queste attività. La documentazione a supporto di queste iniziative sono risultate false: fatture per lavori mai eseguiti e assegni falsificati mediante la modifica del nome del beneficiario con l’obiettivo di distrarre i fondi nelle tasche di soggetti diversi dagli reali assegnatari. Tra i progetti finiti sotto indagine anche i finanziamenti della Camera di Commercio che sarebbero dovuti andare esclusivamente alla pubblicazione di volumi inediti e che invece andavano anche a libri già in commercio: è accaduto per il libro su “Il settore vitivinicolo negli Usa”, edito nel 2010, e finanziato per due volte nel 2013. Stessa tecnica, è emerso dalle indagini, anche per i corsi di formazione, con iniziative “fotocopia”, come quello dedicato alla crisi economica, organizzati nel 2010 e anche nel 2011, con, addirittura, gli stessi dati relativi Pil nazionale malgrado fossero stati svolti in anni diversi. I soldi andavano anche a ditte operanti in settori diversi da quelli oggetto di finanziamento, come il coordinamento di un progetto sportivo-culturale affidato a un’impresa che si occupava invece di commercio di carburante per autotrazione.

Longobardi