”Invochiamo il perdono per i dirigenti che hanno impedito ai lavoratori di celebrare la giornata festiva dedicata al santo patrono”: è quanto affermato da don Peppino Gambardella, parroco della chiesa San Felice in Pincis di Pomigliano d’Arco (NAPOLI), nel corso dell’omelia della messa per celebrare il santo patrono locale, cui la chiesa è intitolata. Da giorni, infatti, tiene banco la polemica per la decisione dei vertici aziendali di Fca, di spostare la festività patronale al prossimo 3 giugno, lasciando aperto, per oggi, lo stabilimento pomiglianese. Nei giorni scorsi anche il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, aveva invitato i vertici aziendali a rivedere la scelta, e don Peppino aveva fatto proprio l’appello del presule, ricordando la tradizionale processione religiosa che vede coinvolta l’intera cittadinanza. Al vescovo alcuni operai avevano lanciato l’appello a far portare la statua in processione fino ai cancelli della fabbrica. Ma la processione ha seguito il percorso tradizionale, per fermarsi in una zona d’accesso all’area industriale. Don Peppino, da sempre vicino alle lotte dei lavoratori per difendere i propri diritti, nel corso della processione religiosa con la statua del santo, ha voluto così colmare ”il vuoto dell’assenza dei lavoratori ed entrare in contatto spirituale con chi oggi ha dovuto lavorare”. ”Invochiamo la protezione di San Felice per gli operai – ha spiegato don Peppino – non siamo potuti arrivare fino alle fabbriche, ma abbiamo trovato il modo di unirci spiritualmente ai credenti rimasti nello stabilimento”. A seguire la processione anche una delle operaie dello stabilimento, Carmen Abbazia, che doveva recarsi al lavoro, ed ha quindi seguito la cerimonia indossando la tuta bianca di Fca. Nelle parole di don Peppino, non sono mancate le preghiere per le ”istituzioni”. ”Che l’anno della misericordia divina – ha concluso il prelato – sia l’anno di comprensione anche per le istituzioni a lavorare per il bene comune”.

Redazione Cronache della Campania