Castellammare: le “solite voci” dei candidati Pd aspettando che gli “stranieri” decidano

Mentre l’Area Civica Stabiese esce allo scoperto ed invita  Cittadini, Associazioni, Forze Politiche e Sociali alla partecipazione attiva per condividere idee e progetti in tema di Legalità, Senso Civico, Lavoro, Fondi Europei, Turismo, Tematiche Sociali per il prossimo 26 Marzo nulla si sa rispetto al centro sinistra tradizionale. Chiuse le stanze di Corso Vittorio Emanuele dopo le pareti tinteggiate di bianco e gli appelli a farle rivivere. E’ quasi certo che la trattativa per il candidato sindaco di Castellammare si farà lontano della città. Se Cristo si fermò ad Eboli a quanto pare il sottosegretario facilitatore nominato per dirimere la questione stabiese non andrà oltre Boscoreale. Allineati e coperti i dem stabiesi proseguono la loro quaresima nel silenzio aspettando che Mario Casillo, capogruppo in Regione, e Gennaro Migliore, annuncino il verbo. I nomi in campo sempre gli stessi Nello Di Nardo e Nicola Corrado. Nomi che però a quanto sussurrano i più non sarebbero graditi. Nomi che dividono. Mentre il primo posta sulla sua pagina Facebook ritagli di giornali che riportano la sua candidatura. Il secondo rompe il silenzio e ritorna a postare sul suo profilo social “pensieri” su Castellammare. Prima un post in cui scrive che Castellammare ha bisogno , citando Soriano, di un calciatore “che vede gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all’improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso e forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio”. Poi un post in cui ricordando la sua movida stabiese , quella che realizzò da assessore della Giunta Cuomo  “ho sempre pensato che Stabia riparte dal suo mare”.  E ancora un’intervista in cui sottolinea l’importanza dei programmi e non dei nomi.  Ma a tre mesi dalle elezioni quel che è chiaro il Pd stabiese per ora non ha ne programmi, ne nomi . E come a livello nazionale e’ lo specchio di un partito lontano dalle strade un’ammucchiata di cordate correntizie. Un partito quello di Castellammare che ha visto volti storici non rinnovare la tessera e signori delle tessere farsi prepotentemente avanti bramosi di protagonismo e di carriera. Un partito che ha esaurito i nomi della società civile da proporre e che non ha neppure cavalli di razza su cui puntare. Nei giorni scorsi è stato tirato in ballo il nome di AnnaPaola Mormone così come si vocifera di una probabile candidatura di Antonio Pannullo. Per ora solo voci. La base però quella vera non fatta dai “signori delle tessere” è in grande subbuglio. A nessuno piace che a decidere siano un “boschese” e un napoletano che è passato per tutta l’area di sinistra prima di arrivare al traguardo del “vero potere renziano”. I due non conoscono la città. Il primo parla “de relato” e il secondo pure. I problemi di Castellammare sono tanti e sarà pur vero che “San Catello è amante dei forestieri” ma quando è troppo è troppo. Il Pd stabiese sta rischiando grosso come quello napoletano con la vicenda Bassolino. Ma ai signori delle tessere cosa importa tanto loro stanno al potere. Ma la base elettorale è pronta a dare un segnale forte…

 Girolamo Serrapica