Giugliano: il clan Mallardo impose il pizzo anche per i lavori all’ospedale. Il Processo
Il clan Mallardo aveva imposto il pizzo su tutti i lavori edili edili del terrtitorio perfino alla ristrutturazione dell’ospedale San Giuliano. E’ quanto è emraso dal processo contro gli esattori del clan che si sta celebrando davanti al Tribuanle di Napoli e in cui oltre agli imprendtori taglieggiati ha parlato anche il pentito Giuliano Pirozzi. Tutti hanno confermate le accuse contro i tre imputati rimasti in vita dell’operazione Crash ovvero Mauro Moraca e Carlo Antonio D’Alterio, rispettivamente genero e nipote di Feliciano Mallardo ‘o sfregiato morto in carcere lo scorso anno, e Giuliano Amicone, braccio destro del boss. Nel corso del proceso i due imprenditori che hanno realizzato il complesso residenziale in via degli Innamorati hanno raccontato insieme con il pentito come furono costretti a pagare il pizzo di 115mila euro per la realizzazione dell’opera, composta da 12 appartamenti: 10mila euro per ogni appartamento realizzato. Somma pagata in tre rate da 75mila euro nel novembre 2009, 20mila euro nel dicembre 2009 e altri 20mila euro nel febbraio 2010. Per recuperare i soldi ver- sati nelle casse del clan, agli impren- ditori non restava altro da fare che au- mentare il costo per la vendita delle abitazioni, dopando il mercato immo- biliare nel Giuglianese dove i prezzi erano più alti rispetto ad altre zone. Vittima del racket anche un altro imprenditore che ha effettuato lavori di ristrutturazione all’interno dell’ospedale San Giuliano di Giugliano. La vittima fu costretta a sborsare la somma di 60mila euro, di cui 55mila per la costruzione di 12 unità immobiliari e 5 mila euro, appunto, per alcune ristrutturazioni edilizie eseguite presso l’ospedale di Giugliano, tra cui il reparto di Radiologia.
